LA RAGAZZA DEL LAGO è morta. Il suoi corpo è adagiato ai bordi del Lago. Come in sonno. Insieme a lei muore, anzi rinnova la sua ri-moritura, il cinema europeo o meglio l'idea di un cinema europeo. Era già morto negli anni '80 ed ho il sospetto, non essendo uno storico e raccontando solo della mia esperienza, che sia una reiterazione ancora più antica. Sicuramente qualcosa di simile accadde negli anni '50 (avete visto che un po' storico lo sono...) con il cosiddetto "cinema di papà" (vedi il paragrafo Cahiers du Cinéma) contro cui si scagliarono i giovani critici della nouvelle vague in nuce. I difetti sono gli stessi. Un cinema di qualità senza carattere!
Mi dispiace parlar male di questo film. Altrettanto mi è dispiaciuto vederlo franare sotto i miei occhi, unica traccia di speranza per il cinema italiano (ma non solo...) alla Mostra del cinema di Venezia.
Ora vince tanti riconoscimenti al Donatello e se li merita tutti. Il film è bello da vedersi. Ha uno splendido Toni Servillo che a mio parere (modestissimo) da qui la sua migliore interpretazione. Con una abilità pari solo ai grandi attori di scuola italiana e francese (anti-metodo per intenderci) costruisce un personaggio fuori da ogni impianto naturalista. una maschera. Il suo Commissario merita una serializzazione, dovrebbe diventare il nostro Maigret. Spero che qualcuno ci pensi davvero... ma per quale fine?
Il film tradisce se stesso. Non sviluppa il suo nodo drammatico e quando si decide a farlo anziché procedere diritto verso la sua scena madre la risolve con un elegante e per questo osceno carrello all'indietro. Il personaggio sino ad ora "assente" della ragazza ricompare in una veste non riconoscibile e fastidiosa, incapace di trasmettere emozioni tanto quanto per tutto il film Gifuni. Terribile! Un bel film che si risolve in un film da niente. Come tanti romanzi da niente che riempiono le librerie e le pagine di recensione dei quotidiani in veste domenicale. Belle copertine, belle sinossi, incapacità di scrivere davvero. Lo stesso il film. Il miglior manifesto da film degli ultimi decenni nel cinema italiano. Una campagna marketing con gruppi di ascolto per sceglierlo. E sono stati i gruppi di ascolto a preferire quel manifesto evocativo al banale faccione di Servillo, come ogni "presunta" agenzia di comunicazione italiana avrebbe detto essere giusto per "vendere". Vero il contrario!
Bravo quindi il regista Andrea Molaioli. Un regista al suo esordio. Lo hanno messo nelle condizioni di lavorare bene e si vede. Una cosa rara in un paese dove sei sei un regista esordiente sei solo carne da macello sull'altare del finanziamento pubblico di assistenza alla lobby partitocratica dei produttori distributori italiani. Film Commission e Film Fund quando dietro c'é una politica di sviluppo regionale dimostrano d'essere strumenti "ricoluzionari" di questo panorama "romano". Possiamo dire che la Lega Nord del Cinema muove i suoi passi. E noi? Speriamo...
I difetti sono tutti nell'impianto produttivo del film. Di un film che punta comunque al mercato. Un film di marca europea. Il problema è discutere la qualità di questo "marchio di qualità". Ha la stessa inconsistenza della Europa politica, quella che se si andasse al Referendum popolare perderebbe dappertutto. E che invece potrebbe essere la nostra salvezza. Tempo fa ci tentò anche Richy Tognazzi con Canone Inverso. In quello il marchio europeo era ancora più riconoscibile per la presenza di un cast di nazionalità mista e per le location cecoslovacche. Colpo di coda di un filone di coproduzioni europee che ha fatto buona parte del cartellone di Festival come Europa Cinema e che fa vivere tanti Festival regionali come Alpe Adria e il nostro di Lecce.
Cosa rispondere a questo cinema di qualità? Gli autori dovrebbero capire che la risposta non è solo estetica perché nel cinema l'estetica inizia dalla scelta dei modi di produzione, essendo il cinema per definizione "arte+industria". L'Europa ha perso ogni Ragione, le ultime che ha avuto hanno costruito solo Lager. Preferisci gli oppiacei e cerca di essere Ragionevole ma questo Sonno, come scrisse sotto i fucili di Napoleone Goya, produce solo Mostri. Quelli però erano il contraltare di una grande Ragione, i nostri sono solo il riflesso di una veglia miseramente ragionevole. Ne LA RAGAZZA DEL LAGO sembrerebbe che il morbo di un "cinema di qualità" sia penetrato sotto la pelle. Una autolimitazione, non essendoci i classici parametri produttivi del cinema europeo ma un prodotto "regionale". Occorre dunque ragionare su cosa debba essere "regionale". Rubo un'espressione usata da Oscar Iarussi in una conferenza proprio sul cinema europeo dove lui ebbe il coraggio di essere unica voce dissonante tra coloro che reclamavano "identità" e "protezionismo". Oscar Iarussi disse invece che le uniche note interessanti venivano dalle regioni ai confini e difese l'idea di un cinema apolide, un cinema dei limiti. Il concetto matematico di "limite" dovrebbe quindi penetrare e far rivivere uno spirito di vera indipendenza, lontano dai film di marca "festival", sia quelli regionali che pescano nella seconda scelta del cinema "di qualità" sia quelli di prima che invece hanno creato un malsano "stile internazionale d'autore").
19 aprile 2008
IL SONNO DELL'EUROPA AI BORDI DEL LAGO
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15 aprile 2008
UN GIORNO STORICO
Non sempre si deve essere contenti di giorni del genere ma consapevoli sì.
Prendo alcuni appunti sulle elezioni di ieri:
- Escono dal parlamento fascisti e comunisti. Gli italiani chiedono ad ex fascisti ed ex comunisti di non cambiare solo la pelle ma di dare al Paese una destra e una sinistra occidentali e interne al Sistema;
- Ha vinto la Lega non Berlusconi. Berlusconi ha vinto non stravinto. La differenza l'ha fatta la Lega di Bossi. Qualcuno quindici anni fa lo disse anche a sinistra ma questa ha preferito costruire il suo futuro arroccandosi alla Casta, a Prodi e agli apparati. Ora paga un errore strategico e se lo merita tutto. La classe operaia vota Lega e vota a Destra!
- Ha vinto Di Pietro. L'antiberlusconismo non è sparito ma è stato premiato votando Di Pietro. La cosa migliore sarebbe non fare gruppo unico con lui e lasciare che il popolo dei girotondi trovi in lui l'espressione istituzionale.
- Con una opposizione priva di chiara identità Berlusconi governa altri dieci anni. E questo è un mezzo augurio visto che se cade dopo il primo mandato vorrà dire che fallisce ancora e tra cinque anni a sinistra non ci sarà un soggetto capace di fornire un alternativa stabile. Troppi i ritardi a sinistra da colmare e il cambio generazionale sarà l'unica risorsa per il cambiamento. Contro Berlusconi abbiamo una opposizione che divisa tra centrismo, un blando riformismo PD dove Veltroni non ha i numeri per cambiare dall'interno il partito, e il giustizialismo antiberlusconismo di Di Pietro di nessuna utilità politica se non quello di dare rappresentanza all'unico sentimento che unisce e sorregge il "popolo di sinistra"
- il Paese reale è tutto a destra
- il Popolo di sinistra non ha rappresentanza perché ha votato PD solo per necessità ma ora nutrirà risentimento verso Veltroni per averli costretti a "tapparsi il naso" contribuendo all'uccisione della Sinistra vera.
- La Sinistra vera ora viene spinta al radicalismo più estremo. Paga e non a torto il suo opportunismo. Ora riuscirà a chiarirsi le idee? Vuole essere riformista o rivoluzionaria?
- E la stessa domanda dovranno porsela gli ex comunisti del PD che sono troppi e tutti mimetizzati da democratici. Con quadri di partito così è difficile pensare che si possa andare oltre l'opportunismo politico. Avranno capito oggi che l'opportunismo non paga? Non ci spero molto. Ma è l'unica speranza. Ci vorranno dieci anni.
- Cosa augurarsi? Che la Lega spinga Berlusconi ad essere il Thatcher italiano. Ci sarà da piangere ma è l'unica cura oggi possibile ed è l'unica in grado di far nascere anticorpi veri, anche a sinistra. Sono le mezze misure quelle che non possiamo più permetterci. Solo che avremmo avuto bisogno di un Zapatero o di un Blair per gestire la conflittualità sociale al meglio. Oggi abbiamo bisogno di una maturità che non so quanto ci sia. Saranno anni di prova difficile soprattutto per la sinistra.
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23 marzo 2008
Buona Pasqua dal Canale di Pirro - Natalie
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22 marzo 2008
EMOZIONI INDICIBILI
Termino ora un colloquio telefonico con la Signora Agnese Babini moglie di Perugini, il figlio di Roul. Dopo 12 anni trovo i familiari di chi ha girato, donando il suo sguardo e la luce, a IDILLIO INFRANTO. Sono commosso ed emozionato. Ancora una volta la realtà supera la fantasia. Roul Perugini è stato un operatore di guerra e da martedì inizia la ricerca negli archivi dell'Istituto Luce. Sognava di fare il documentarista sul serio ma l'aereo con cui faceva le riprese è caduto in Africa... Comunque la gioia più grande sono le parole di commozione dei famigliari, ignari di tutto, affezionati a questa figura per loro mitica, che li ha lasciati orfani a dieci e undici anni, e che ora ritorna da loro con un'opera compiuta di cui loro non sospettavano nemmeno l'esistenza. La stessa emozione che ho generato nei famigliari del protagonista Jacobellis ora mi accingo a generarla in loro. Ci tremava la voce ad entrambi. Non ho parole...
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21 marzo 2008
08 marzo 2008
LETTERA APERTA
Io ho un sogno.
Ho un sogno che in questi giorni sta riprendendo a svegliarmi spesso grazie alla sua condivisione con molte persone e associazioni di vecchia e di nuovissima conoscenza, sia in Puglia sia in Basilicata.
Grazie a loro, sogno che tra poche settimane un centinaio tra autori, registi, documentaristi, videomaker, creativi in genere che lavorano nel settore del cinema e dell’audiovisivo, si associno per creare una struttura snella, utile a far circolare le idee. Un’Associazione utile al confronto e non alla mera rivendicazione, utile non a rinnovare e ingigantire il lamento e la questua ma a guardare oltre i propri confini, a proiettarsi nel mondo.
Sogno che lo facciano soprattutto associando a loro le diaspore artistiche della Puglia e della Basilicata, quelli che si sono radicati a Roma come a Bologna, a Milano come a Torino. Sogno che si varchino i confini nazionali e ci si senta, grazie alle nuove tecnologie, ogni giorno con i nostri associati a Londra o a Montreal od ovunque nel mondo, facendo leva, gli uni per gli altri, su una qualità che è qualcosa di più di una semplice posizione geografica, se noi lo vogliamo e se noi lo sappiamo, ossia il nostro essere al Margine. Perché è sui margini che nasce il cinema e l’arte più interessante, capace di liquefarsi poeticamente quanto di ferirsi nella prosa dei conflitti reali.
Il mio sogno non è quindi di ritrovarci in pochi ma buoni ma in tanti e diversi, sino ai limiti della massa critica e della inconciliabilità. Riconoscersi nella differenza dell’altro da sé è quello che ci fa attori individuali e non massa sociale. Fare massa critica vuol dire aver capito che nessuno di noi può permettersi di dare un contributo stando alla finestra, invece consapevole di darlo anche solo dicendo “sì ci sono” e nient’altro.
Sogno che una volta costituita (RECIDIVI o d’altro nome che sia) questa Associazione regali una marcia in più ad ogni iniziativa e ad ogni prodotto “locale” (o invece con “radici nostrane” se realizzato lontano da qui) donandogli una sorta di mercato interno, una rete proficua di scambi che ne consentano la veicolazione, la circolazione e una piccola distribuzione non necessariamente solo regionale. Comunque iniziando dal mettere in rete i diversi Circoli del Cinema della UICC quanto della UCCA o della FICC o fuori da ogni controllo, come abbiamo iniziato a fare già in questi due mesi.
Sogno che tutto questo materiale creativo e questa produzione culturale venga giorno dopo giorno rielaborato e rinnovato da una redazione giornalistica che lo trasformi in una newsletter che giri per il mondo, con capacità d’attrazione sul turismo culturale e con un peso specifico nella comunicazione di settore.
Sogno che tutte queste realtà associate, coordinate dalla rete delle Mediateche del progetto Media2000, inizino a mappare il loro territorio, a conoscerne la storia sommersa, a raccogliere il suo patrimonio audiovisivo sin dentro gli archivi famigliari, ricostruendo una memoria antropologica del costume, del paesaggio, dei corpi. Sogno che dentro questi archivi ci entrino anche i nostri scarti di lavorazione e che tutto questo diventi una public librery capace di liberare energie per nuove produzioni, con rielaborazioni artistiche o documentaristiche. Sogno che i patrimoni delle tre Cineteche esistenti, quella Lucana soprattutto con il suo patrimonio di 30.000 pellicole, e le due pugliesi, si riuniscano con le Mediateche regionali e provinciali e con il Centro Studi ABC dell’AGIS, in un sola Cineteca e che questa si trasformi in un centro di produzione culturale, in un volano per le produzioni artistiche per tutto il territorio interregionale.
Sogno che questo avvenga a Bari oppure che Bari la smetta d’essere capoluogo perché non se lo sarà meritato. Sogno che avvenga dentro l’area dimessa della Caserma Rossani in un grande parco verde collegato con lo snodo ferroviario e quindi con aeroporti e autotrasporti, perché possa servire l’intera utenza interregionale, quella giovanile soprattutto, ed essere anche segno di riconoscimento culturale per la città, magari dentro un contenitore multiforme, un museo attivo per l’arte contemporanea. Dovrà avvenire facendo leva sul tessuto universitario delle nostre due Regioni ed avere come attori protagonisti le nuove leve intellettuali che spesso lavorano fuori dai confini regionali e qui non trovano che miseri spazi.
Sogno che in questo spazio, che abbiamo da qualche tempo chiamato Casa del Cinema, le idee e le produzioni culturali si sedimentino, trovino una capacità editoriale che li articoli con vecchi e nuovi strumenti. Sogno che tra venti anni questa Casa del Cinema competa con la Cineteca di Bologna sullo scenario internazionale, diventando riferimento per i paesi balcanici o dell’estremo oriente o del medio oriente, Corridoio 8 permettendo. Sogno che questa avvenga grazie alla nostra capacità oggi di non lasciare nulla per strada, di non consentire più l’asfissia delle idee e delle risorse, lì dove sono invece disponibili e soltanto da mettere in rete.
Sogno che da oggi noi ci si ponga alcuni obiettivi quali la riapertura del centro RAI di produzione che serva entrambe le Regioni; l’affidamento da parte degli enti pubblici di uno spazio dove far crescere la Casa del Cinema in cambio di un lavoro meticoloso e metodico sui repertori cinematografici digitali e video; l’investimento nostro su una testata web che sia anche la nostra piazza virtuale e il luogo degli scambi e delle elaborazioni, luogo aperto ma con spazi chiusi e protetti per la discussione di settore.
Sogno che tutto questo avvenga in modo indipendente e con meccanismi di sussidiarietà con gli enti pubblici e con gli organismi privati da loro creati come la Apulia Film Commission. Sogno che la struttura organizzativa, la spina dorsale di tutto questo sia fatta dalla rete di cooperative Media2000 che fa capo alla Mediateca Provinciale di Matera, coerentemente con il principio di sussidiarietà.
Sogno che vi partecipino attivamente le Università presenti sul territorio ma sogno anche che tutto questo diventi un’occasione unica per le nostre Diaspore per elaborare progetti di partenariato internazionale con cui iniziare a elaborare e vincere progetti per i bandi Media, organizzando workshop utili a far incontrare i nostri produttori di contenuti con i commissioning editors dei grandi network internazionali.
E nel nostro piccolo sogno che noi da subito si inizi a progettare qualcosa e a fornire strumenti utili agli associati. A chiedere che si faccia domanda per uno sportello di Antenna Media o ad organizzare un incontro con sindacati e consulenti tributari sulle modalità di lavoro nel nostro settore, abbandonato alla precarietà anche per responsabilità dei meccanismi pubblici di contribuzione alla cultura.
Piccole cose da fare sin da domani per un sogno che vorrei si realizzasse pienamente nel tempo. Un’onda lunga che arrivi lontano per la quale oggi serve un’onda alta e poderosa che ci veda in tanti associarci e superare il primo scoglio: quello iniziale di dirci “ci siamo!”. Poi magari lasceremo tante pozzanghere in giro e ci ritireremo ma ogni tanto dobbiamo saperci anche risollevare e puntare ancora sullo scoglio. La seconda volta sarà più facile e la terza sarà un gioco.
Questo il mio sogno. Ve l’ho raccontato in tutta onestà. Per me è giunto il momento di sapere se era solo un sogno o se c’era della premonizione. Può essere che dopodomani il sogno si frantumi contro una dura realtà ma non mi sarò svegliato da un incubo e vivrò quindi giorni più allegri. A chi come me vuole recuperare il gusto dei bei sogni e vivere desiderando non posso che rinnovare l’invito a coloro che leggeranno questa a mettersi in contatto sul web con www.recidivi.it per aggiungersi a coloro che stanno dicendo “SI, vogliamo essere tra i soci fondatori di RECIDIVI e faccio per questo anche passaparola!”. Nessuno si immagini escluso e nessuno si consideri fuori, perché questo sogno è il contrario dell’idea di esclusione o estraneità di qualcuno o qualcosa.
Di certo se questo sogno, come sembra, si dovesse realizzare dovrà fare i conti con i sogni tuoi e degli altri, sarà meno assoluto e meno mio ma questo è il sogno e quella è la realtà. Il gioco più bello è in quella!
Buona Decisione a tutti.
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03 marzo 2008
VITTIME INNOCENTI E POLITICA DEL TRAFFICO
Due settimane fa leggevo distrattamente la notizia di una persona investita (forse morta?) attraversando quelle strisce pedonali che ricordavo in un altro mio post essere attraversate da me, da mia moglie, dai bambini, a piedi o con le bici ma sempre scontrandoci con auto che non solo non rallentano ma accelerano o si predispongono alla gimcana. Accade sul Lungomare di Bari di fronte a Caserme di Carabinieri e Aeronautica e Palazzi di Provincia e Regione con gli angoli tutti controllati da telecamere. Su questo Lungomare il quartiere già contava due lutti in un anno. Eppure si fanno le piste ciclabili a Pane e Pomodoro come se fossero delle piste di divertimento (uno prende la bicicletta non per attraversare la città ma perché non ha nulla da fare e si mette a giocare come un bambino...) ma non si pensa di impegnare un'intera corsia del Lungomare da Pane e Pomodoro alla Fiera alle bici e con bike sharing collegato per giunta al park & ride già funzionante. Tutto il resto del traffico veicolare deve avere il limite di 30 km orari con attraversamento pedonali rialzati al livello del marciapiede, abolizione dei semafori e introduzione delle rotonde. Il lungomare non è una circonvallazione da percorrere ad alta velocità! In specie quello di Bari che non ha il fronte commerciale sul mare ma arretrato sul marciapiede interno. Le oasi di verde incuneate nella maglia ortogonale vanno tutte collegate con attraversamenti rialzati e obbligo di stop per le auto con semaforo a chiamata per pedoni e per bici (i nostri amministratori si facciano una vacanza in Olanda e vedano come si fa). La Rotonda di Piazzale Diaz è scandaloso che abbia una corsia carrabile anche intorno al semicerchio. Cosa ci devono andare a fare auto sul ciglio del mare. Il marciapiede deve chiudere completamente la rotonda e quella rotonda va lasciata ai pedoni. All'altezza di Pane e Pomodoro c'è infine una Stazione delle Ferrovie dello Stato con fermata e sottopasso pedonale che collega il mare a Japigia. E' chiuso con un cancello ai pedoni! Perché? Per obbligare ad andare in auto a Pane e Pomodoro? Il grosso dei frequentatori di quella spiaggia viene proprio da Japigia. Perché non consentirli di fare come chi da Carrassi vuole andare in Centro di attraversare un sottopasso delle Ferrovie? Tra l'altro questi sottopassi vanno resi attraversabili dalle bici e quello di Bari Nord è abbastanza largo per farsi facilmente ed ha già, contrariamente a Piazza Moro, le discese in alternativa alle scale buone per i disabili quanto per le bici. In questo modo si connetterebbe un quartiere al mare (dopo avergli ridato la vista al mare con l'abbattimento di Punta Perotti sarebbe il caso anche di dargli l'accesso avendolo a poche centinaia di metri) e si consentirebbe un attraversamento in bici lungo tutto l'asse del mare, essendoci all'altezza del porto una pista ciclabile (misera in verità) che si connette alla Fiera.
Buona Giornata di Traffico a tutti i baresi.
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01 marzo 2008
Questa mattina mi sono consolato così...
Ricopio questo intevento di Gianni Pardo che mi ha molto consolato, visto che di cadute nel fosso ho riempito la mia vita.
titolo: L'ATTENZIONE POLARIZZATA
Ci sono degli scherzi rivelatori. Ne citiamo due. Per misurare l’intelligenza di uno studente, diceva professore, basta il test della vasca. Io chiedo: “Per vuotare una vasca disponiamo di un cucchiaino, di una tazza e di un secchio. Lei che cosa usa?” La persona normale dice “un secchio”, la persona intelligente dice “tolgo il tappo”. Secondo scherzo. Si chiede: “So che tu sei competente in molte cose, per questo ti chiedo: si dice quattordici e undici fa ventiquattro o quattordici e undici fanno ventiquattro?” Molti risponderebbero “meglio fanno ventiquattro”, provocando la risata dell’altro: “Quattordici e undici fanno venticinque!”
In ambedue queste storielle c’è il sottinteso che si può far passare per scemo un po’ chiunque. In particolare chi ha – o crede di avere – una mentalità logica. In realtà, le persone che dànno la risposta sbagliata sono più intelligenti di quelle che danno la risposta giusta. L’intelligenza, per essere produttiva, deve essere indirizzata al nocciolo del problema. Al test della vasca lo studente che da prima ha detto “il secchio”, e si è visto ridere sul muso, potrebbe dire: “Professore, posso farle una domanda io? Quanta acqua c’è, nella vasca?”. Il professore lo guarderebbe come un marziano ma lo studente potrebbe spiegare che, se acqua ce ne fosse pochissima, e solo nell’incavo del tappo, potrebbe essere il cucchiaino lo strumento più adeguato. Il professore a questo punto direbbe indignato: “Ma lei vuole cavillare? Noi abbiamo presunto che la vasca fosse piena!” “Ed io ho presunto che gli unici strumenti fossero quei tre, che il tappo non si potesse togliere. Allora, chi è lo scemo?”
Chi offre tre possibilità intende con ciò stesso che non ce ne sia una quarta. Diversamente l’interrogato potrebbe rispondere: io non uso né il cucchiaino, né la tazza, né il secchio e neppure tolgo il tappo perché non mi voglio bagnare. Chiamo la donna di servizio. Analogamente, se si offrono due varianti della stessa frase, si chiede una consulenza linguistica, non aritmetica. Chi si accorgesse subito dell’errore nell’addizione potrebbe sentirsi rimproverare che, quando gli mostrano la luna col dito, lui guarda il dito. L’identificazione del problema è fondamentale per la polarizzazione dello sforzo intellettuale nell’unica direzione giusta.
Il linguista non perde tempo per rifare l’addizione, perché non è quello che gli si chiede. Né trova umiliante che non abbia visto il banale errore dell’addizione perché, da umanista, farà probabilmente parte di quelle persone che, ai test d’intelligenza, risultano meno dotate di quanto non siano. Mentre dinanzi ad una sequenza di numeri chi ama la matematica ha forse l’acquolina in bocca, il cervello degli umanisti si chiude immediatamente e mentalmente gli si para davanti un cartello con su scritto, in caratteri enormi, “non hai speranza”.
Ed è vero. Nell’antichità non avevano trovato il test della vasca da bagno ma ridevano di gusto all’immagine dell’astronomo che, per guardare il cielo, cadeva in un fosso. Non si accorgevano di dire implicitamente che un asino, o loro stessi, risultavano così più intelligenti dell’astronomo. E non comprendevano neppure che, se la civiltà deve andare avanti, invece di irridere il vecchio astronomo caduto nel fosso, la prossima volta avrebbero dovuto fornirgli un asino che lo portasse dove doveva andare, dandogli anche la possibilità di studiare il cielo per strada. Per non cadere nel fosso bastano gli asini.
firmato: Gianni Pardo
L'originale si legge alla pagina di Affari Italiani.
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29 febbraio 2008
CONOSCI LA WEBARCHIA?
Partecipo per gioco da qualche giorno ad simulazione in web di democrazia diretta. E' un gioco davvero divertente e una straordinaria palestra di politica vera, nel senso della Polis greca. Non ci sono gli ideologismi ma ognuno deve cimentarsi nel tradurre in fatti quelle che considera le sue idee. Ne vien fuori uno spaccato non tanto felice della nostra maturità politica: Questo gioco andrebbe fatto nelle Scuole dell'obbligo!
Intanto in pochi giorni posso vantarmi di essere diventato Leader della prima tematica ossia degli Affari Costituzionali e Ordinamento della Repubblica. Ho scritto la Legge Elettorale che ha preso al momento più voti ed è un Sistema Uninominale come piacerebbe a Pannella ma non secco bensì con il doppio turno.
Avendoci preso gusto ho proposto qualcosa di molto più difficile ed ho toccato il massimo dei Tabù, quello sull'Articolo 1 della nostra Costituzione. L'Italia fondata sul lavoro. Ovviamente mi stanno massacrando ma il dibattito è molto acceso e ne valeva la pena. Al momento perdo ma con un buon consenso di quasi il 25% dei votanti (e l'astensione di un altro 25%). Temevo peggio. SE VOLETE RAGGIUNGERMI E MAGARI AIUTARMI A VINCERE (o a perdere?) SCOPRIRETE ANCHE VOI QUESTO GIOCO (ne iniziano a parlare anche tv e giornali...).
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26 febbraio 2008
CON IL CHE SAREBBE STATO PEGGIO
La parte migliore di Castro è quella del paternalismo dispotico e nazionalista, per intenderci quella che emerge dal film di Oliver Stone. Ma è bene non simpatizzare mai per i tiranni e quindi è bene dare a questo giudizio un segno politico negativo. Anche Mussolini sembrava accettabile all’Occidente liberale prima che facesse scoppiare la guerra mondiale come alleato organico di Hitler e dell’Impero Nipponico. E la maggior parte degli italiani lo adorava come i tedeschi Hitler e i giapponesi l’Imperatore. Solo che il giudizio storico su Fidel Castro potrà essere più benevolo, collocando la sua azione nel quadro del rapporto radicalmente insano tra le due Americhe, quella del Nord e quella del Sud. E le responsabilità degli USA in questo non sono da poco. Speriamo di poter vedere Obama in azione. Saprebbe riscattare 60 anni di Presidenza americana che non brillano mai per valore? Personalmente non ho mai visto nemmeno l’astro di Kennedy, martirizzato dall’attentato ma incapace sia di fermare il comunismo (il muro di Berlino, Cuba) sia di fermare la guerra e l’appoggio ai regimi totalitari di destra (Vietnam e Sudamerica). Insomma incapace di una vera alternativa democratica e di sinistra all’anticomunismo reazionario. L’unico valore dei Kennedy è nella politica interna mentre il peggio è in quella estera. E dopo Roosevelt questa connotazione per me grandemente negativa ha connotatato tutto il Partito Democratico. Ho purtroppo paura che anche Obama nasca sotto questo segno. Ma torniamo a Fidel Castro.
Quello che mi preme dire è che la parte peggiore di Fidel Castro è quella più vicina al Che. Il quadro della guerra fredda spiega molto ma è anche a causa di suoi compagni di lotta, come Che Guevara, che questa svolta comunista ha luogo. Se gli USA in Cile come in Vietnam avessero sostenuto la nascita di una borghesia liberale e moderna, di una democrazia con un libero mercato, probabilmente Fidel Castro sarebbe stato loro alleato. Ma questa è una storia impossibile, nemmeno immaginabile. Mi serve solo a dire che, contrariamente a quanto pensano i molti se non i tutti, se la svolta comunista di Cuba fosse stata realmente motivata dalla ideologia al potere, piuttosto che dall'alleanza con l'URSS, il regime sarebbe diventato ancora più dispotico, tirannico e coercitivo di quanto è stato. E non è Fidel l’uomo che segue questa strada ma il Che. Il divario tra i due è proprio qui. Guevara capisce che il socialismo reale ha poco a che fare con l’utopia comunista, mentre a Fidel interessa solo lo scenario strategico utile a non soccombere agli USA. E’ quindi proprio la buona fede e il fervore del Che Guevara che avrebbe riservato il peggio a Cuba. Fede e Fervore che non avrebbero potuto produrre altro che un nuovo Terrore. Ma la storia non si fa con i se e non potremo mai sapere se un Che al potere sarebbe stato peggio o meglio di un Pol Pot o tanto umano da ricredersi sul comunismo provocando una catastrofe come a Praga. In ogni caso per il popolo cubano sino alla caduta del Muro non poteva andargli meglio ma peggio. Resta infatti il dato di fatto che il comunismo di maniera di Fidel Castro ha salvato il popolo cubano dal peggio ma non dal male di un regime comunque tirannico anche se paternalista e in fin dei conti moderato.
(se il mio post vi ha fatto arrabbiare perché ho toccato il santino del Che oltre che quello meno luminoso del Fidel, postate qui i vostri commenti)
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22 febbraio 2008
L'ABORTO E' COME LA GUERRA...
Dispiace leggere una lettera come quella di Olga Andreoli e non condividerla per niente. Dispiace perché sarebbe comodo essere d'accordo con chi il disagio e il dolore di un'esistenza lo vive sulla propria pelle. Si dovrebbe tacere ma si può! E' Olga che ha voluto prendere la parola e per rispetto nei suoi confronti è giusto risponderle senza mezze misure.
Innanzitutto una questione di stile. Ferrara come Berlusconi lo si può offendere senza timore ma offendere una persona nel suo handicap e con tale veemenza (coglioni troppo piccoli e mammelle troppo grosse) non è lecito. Altrimenti sarebbe lecito dire ad Olga di stare zitta perché ha il cervello troppo piccolo.
Ora Olga mi sembra abbia dato ampia prova di saper usare molto meglio il suo cervello di tanti che "mezzi tonti" (come lei si definisce) non sono. E per entrare nel merito della sua lettera vorrei ricordare che il più grande scienziato del nostro tempo. Stephen Hawking è affetto dalla sclerosi laterale amiotrofica e condannato da questa malattia alla completa immobilità, potendo esprimersi e lavorare solo grazie ad una cannuccia in bocca. Questo non gli ha impedito non solo di sedere sulla cattedra di Newton come astrofisico di fama internazionale ma anche di diventare uno dei pochi geni del nostro tempo capace di comunicare con il grande pubblico, scrivendo più di un best seller suì più complicati grattacapi scientifici del nostro tempo.
Basterebbe questo a smentire l'argomento che una vita da handicap non valga la pena di essere vissuta ma francamente questo argomento non convincerebbe nemmeno me. E' sempre troppo comodo parlare del dolore di altri.
Quello che trovo invece insopportabile di questo dibattito è la confusione dei termini in discussione. Argomentare come fa Olga Andreoli a favore dell'aborto portando come argomento le difficoltà a vivere di un handicappato è assurdo. Non si può nemmeno lontanamente pensare ad uno Stato che per ragioni di tal natura levi la vita a qualcuno. Da qui all'eugenetica nazista manca davvero poco.
Io in questo la penso come Pier Paolo Pasolini. A pochi giorni dal voto per il referendum Pasolini scrisse sul Corriere della Sera un editoriale esemplare. Ne riassumo a memoria il contenuto o almeno quello che si radicò in me che all'epoca non ero nemmeno maggiorenne e non votavo. Nessuno, scrisse Pasolini, mi convincerà che l'aborto non sia un omicidio. Potete usare tutti gli argomenti scientifici che volete per me tale rimane. Nonostante ciò io voterò a favore di un aborto legalizzato e assistito perché questo mi impone di fare la mia coscienza civile.
Aggiungo io: l'aborto è come la guerra. Non si può rimanere puliti e pretendere di discuterne la necessità che la rende giusta. Fanno tutte schifo. Eppure c'è un dovere civile che impone di farle quando non farla risulta peggiore. Nulla rende un aborto giusto! Se non quello che salva la vita ad una donna. Nella maggior parte dei casi l'aborto è una schifezza ma non spetta allo Stato decidere nel merito. Lo Stato deve garantire alla persona alcuni spazi di manovra nelle scelte etiche. E l'aborto come molti casi di eutanasia sono uno di questi. L'errore di Ferrara è quello di ricadere in una domanda di Stato Etico. Per tutto il resto lui ha ragione, non ci si può lavare le mani da ogni dovere morale sapendo che tanto c'è l'aborto. Vale per le prostitute come per una minorenne. Ma questo è un problema della società e non un problema di norme legislative. Una legge che garantisca un aborto legalizzato e assistito è una legge civile. D'altro canto se Ferrara come argomento porta quello citato da Olga Andreoli di uno Stato che disponga "procedure, strutture e persone in grado di" spiegare alla povera sfortunata che "il suo rifiuto di maternità" può essere superato "con argomenti solidali di tipo scientifico, assistenziale e psicologico."; bene, caro Ferrara, come può questo Stato dialogare con la donna sfortunata se veste i panni dello Stato repressore e con l'arma del reato penale? Di mio aggiungo che credo davvero poco in questo meccanismo che Ferrara invoca. Sappiamo tutti quanto possa essere fastidioso e inefficace. Ci si vuole far carico delle vite inespresse che l'aborto lascia per strada? Si vogliono creare nuovi orfanotrofi o istituti per giovani madri? Stiamo parlando allora di Stato sociale e non più di aborto. E credo che abbiamo tutti maturato la consapevolezza che in questi interventi valga più il principio della sussidiarietà che non quello dell'intervento diretto. Non vorrei essere nel panni di quella donna che non solo ha deciso di abortire ma deve anche sorbirsi un assistente sociale di turno o uno psicologo della mutua. Che sia invece la società civile a rispondere a questo impulso etico, Lo Stato non potrà fare altro che riconoscerne la validità e se capace di finanziarla e aiutarla. Ma per quanto mi riguarda avrebbe pari diritto di considerazione etica e assistenziale anche un sostegno psicologico alla donna che l'aborto ha scelto infine di portarlo a termine. Esattamente come un soldato tornato da una guerra di prima linea dove ha dovuto uccidere se non massacrare. A queste condizioni sarei favorevole alla estensione della dichiarazione sui diritti umani anche alla vita concepita. Ed in questo torno a non essere d'accordo con Olga, nessuna vita merita di non essere vissuta. O quantomeno nessuno può dirlo se non sulla sua ed una madre su quella che porta in grembo (che per quanto mi riguarda è sua sino a quando non resta che tagliare il cordone ombelicale).
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19 febbraio 2008
EUROPEI PER FINTA
L'autoproclamazione del Kossovo è significativa per due fatti: l'inesistenza dell'Europa e l'introduzione di una nuova Repubblica di maggioranza musulmana. Riporto il commento giornalistico che meglio analizza questi due elementi:
http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&ID_articolo=4168&ID_sezione=&sezione=
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16 febbraio 2008
LA RIVOLUZIONE IN BICI
Lo confesso: sono completamente votato alla causa della bici e della mobilità sostenibile. Dopo l'esperienza di una vacanza in Olanda il morbo ha preso l'intera famiglia. Cosa ne sarà ora delle piste ciclabili a Bari? Per non parlare della modesta introduzione di Bike Sharing. Siamo stati a Parigi questo agosto che l'avevano introdotto ed era fantastico. Ve ne era uno ogni 300 metri con mappa per raggiungere il successivo. Ora anche Londra si vota a questo strumento straordinario per cambiare le nostre città. E pensare che è l'idea più semplice del mondo! Questo è un ottimo video che ho trovato in rete. Notare la scena dell'attraversamento delle strisce pedonali in bici. Non capita dunque solo a Bari!
Vista la scena delle strisce pedonali da attraversare in bici? Non erano fermi per inciviltà degli automobilisti ma c'era il semaforo. A Bari invece puoi aspettare di morire ma non ti lascia passare nessuno. Le strisce non sanno cosa sono. Noi in bici le attraversiamo portando le bici a mano in 4, in fila indiana in 4. Vi giuro che cercano lo stesso di passare e che non rallentano vedendoci, anche se occupiamo tutto lo spazio. Ovviamente a me tocca fermarmi al centro a mo' di "imponimento" e lasciare che i bambini abbiano compiuto il pericoloso attraversamento (in Svizzera saranno pazzi ma si fermano- non rallentano si fermano! - pure se sulle strisce non c'é nessuno! una sana civile via di mezzo è chiedere troppo?).
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15 febbraio 2008
FIRMA LA PETIZIONE PER SALVARE PERVEZ DALLA MORTE
VOGLIAMO LA DEMOCRAZIA IN AFGHANISTAN E NON UN REGIME DI COSIDDETTI MODERATI - FILOCCIDENTALI SOLO PER OPPORTUNISMO MA DENTRO CASA FONDAMENTALISTI ISLAMICI E OPPRESSORI DEI LORO POPOLI
IL GIORNALE BRITANNICO INDIPENDENT RACCOGLIE LE FIRME PER SALVARE UNO STUDENTE DALLA PENA DI MORTE. IL SUO REATO? AVER DIFFUSO SCARICANDOLO DA INTERNET UN TESTO IN CUI SI CONTESTAVA LA INTERPRETAZIONE LIBERTICIDA DEL CORANO SULLE DONNE. RIPORTIAMO IL TESTO DEL LORO APPELLO
By Kim Sengupta
Thursday, 31 January 2008
A young man, a student of journalism, is sentenced to death by an Islamic court for downloading a report from the internet. The sentence is then upheld by the country's rulers. This is Afghanistan – not in Taliban times but six years after "liberation" and under the democratic rule of the West's ally Hamid Karzai.
The fate of Sayed Pervez Kambaksh has led to domestic and international protests, and deepening concern about erosion of civil liberties in Afghanistan. He was accused of blasphemy after he downloaded a report from a Farsi website which stated that Muslim fundamentalists who claimed the Koran justified the oppression of women had misrepresented the views of the prophet Mohamed.
Mr Kambaksh, 23, distributed the tract to fellow students and teachers at Balkh University with the aim, he said, of provoking a debate on the matter. But a complaint was made against him and he was arrested, tried by religious judges without – say his friends and family – being allowed legal representation and sentenced to death.
The Independent is launching a campaign today to secure justice for Mr Kambaksh. The UN, human rights groups, journalists' organisations and Western diplomats have urged Mr Karzai's government to intervene and free him. But the Afghan Senate passed a motion yesterday confirming the death sentence.
The MP who proposed the ruling condemning Mr Kambaksh was Sibghatullah Mojaddedi, a key ally of Mr Karzai. The Senate also attacked the international community for putting pressure on the Afghan government and urged Mr Karzai not to be influenced by outside un-Islamic views.
The case of Mr Kambaksh, who also worked a s reporter for the Jahan-i-Naw (New World) newspaper, is seen in Afghanistan as yet another chapter in the escalation in the confrontation between Afghanistan and the West.
It comes in the wake of Mr Karzai accusing the British of actually worsening the situation in Helmand province by their actions and his subsequent blocking of the appointment of Lord Ashdown as the UN envoy and expelling a British and an Irish diplomat.
Demonstrations, organised by clerics, against the alleged foreign interference have been held in the northern city of Mazar-i-Sharif, where Mr Kambaksh was arrested. Aminuddin Muzafari, the first secretary of the houses of parliament, said: "People should realise that as we are representatives of an Islamic country therefore we can never tolerate insults to reverences of Islamic religion."
At a gathering in Takhar province, Maulavi Ghulam Rabbani Rahmani, the heads of the Ulema council, said: "We want the government and the courts to execute the court verdict on Kambaksh as soon as possible." In Parwan province, another senior cleric, Maulavi Muhammad Asif, said: "This decision is for disrespecting the holy Koran and the government should enforce the decision before it came under more pressure from foreigners."
UK officials say they are particularly concerned about such draconian action being taken against a journalist. The Foreign Office and Department for International Development has donated large sums to the training of media workers in the country. The Government funds the Institute for War and Peace Reporting (IWPR) in the Helmand capital, Lashkar Gar.
Mr Kambaksh's brother, Sayed Yaqub Ibrahimi, is also a journalist and has written articles for IWPR in which he accused senior public figures, including an MP, of atrocities, including murders. He said: "Of course we are all very worried about my brother. What has happened to him is very unjust. He has not committed blasphemy and he was not even allowed to have a legal defence. and what took place was a secret trial."
Qayoum Baabak, the editor of Jahan-i-Naw, said a senior prosecutor in Mazar-i-Sharif, Hafiz Khaliqyar, had warned journalists that they would be punished if they protested against the death sentence passed on Mr Kambaksh.
Jean MacKenzie, country director for IWPR, said: "We feel very strongly that this is designed to put pressure on Pervez's brother, Yaqub, who has done some of the hardest-hitting pieces outlining abuses by some very powerful commanders."
Rahimullah Samander, the president of the Afghan Independent Journalists' Association, said: "This is unfair, this is illegal. He just printed a copy of something and looked at it and read it. How can we believe in this 'democracy' if we can't even read, we can't even study? We are asking Mr Karzai to quash the death sentence before it is too late."
The circumstances surrounding the conviction of Mr Kambaksh are also being viewed as a further attempt to claw back the rights gained by women since the overthrow of the Taliban. The most prominent female MP, Malalai Joya, has been suspended after criticising her male colleagues.
Under the Afghan constitution, say legal experts, Mr Kambaksh has the right to appeal to the country's supreme court. Some senior clerics maintain, however, that since he has been convicted under religious laws, the supreme court should not bring secular interpretations to the case.
Mr Karzai has the right to intervene and pardon Mr Kambaksh. However, even if he is freed, it would be hard for the student to escape retribution in a country where fundamentalists and warlords are increasingly in the ascendancy.
How you can save Pervez
COME SALVATE PERVEZ?
Sayed Pervez Kambaksh's imminent execution is an affront to civilised values. It is not, however, a foregone conclusion. If enough international pressure is brought to bear on President Karzai's government, his sentence may yet be overturned. Add your weight to the campaign by urging the Foreign Office to demand that his life be spared.
FIRMA LA PETIZIONE DEL GIORNALE INGLESE INDIPENDENT
Sign our e-petition at
www.independent.co.uk/petition
FACCIO UNA PROPOSTA
Al Governo Italiano diciamo "O la grazia a Pervez o via le truppe italiane dall'Afghanistan! Anche questa è ingerenza umanitaria, o no?"
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13 febbraio 2008
IT'S TIME TO CHANGE. IT'S TIME FOR OBAMA
It was a creed written into the founding documents that declared the destiny of a nation.
Yes we can.
It was whispered by slaves and abolitionists as they blazed a trail toward freedom.
Yes we can.
It was sung by immigrants as they struck out from distant shores and pioneers who pushed westward against an unforgiving wilderness.
Yes we can.
It was the call of workers who organized; women who reached for the ballots; a President who chose the moon as our new frontier; and a King who took us to the mountaintop and pointed the way to the Promised Land.
Yes we can to justice and equality.
Yes we can to opportunity and prosperity.
Yes we can heal this nation.
Yes we can repair this world.
Yes we can.
We know the battle ahead will be long, but always remember that no matter what obstacles stand in our way, nothing can stand in the way of the power of millions of voices calling for change.
We have been told we cannot do this by a chorus of cynics...they will only grow louder and more dissonant ........... We've been asked to pause for a reality check. We've been warned against offering the people of this nation false hope.
But in the unlikely story that is America, there has never been anything false about hope.
Now the hopes of the little girl who goes to a crumbling school in Dillon are the same as the dreams of the boy who learns on the streets of LA; we will remember that there is something happening in America; that we are not as divided as our politics suggests; that we are one people; we are one nation; and together, we will begin the next great chapter in the American story with three words that will ring from coast to coast; from sea to shining sea --
Yes. We. Can.
Celebrities featured include: Jesse Dylan, Will.i.am, Common, Scarlett Johansson, Tatyana Ali, John Legend, Herbie Hancock, Kate Walsh, Kareem Abdul Jabbar, Adam Rodriquez, Kelly Hu, Amber Valetta, Eric Balfour, Aisha Tyler, Nicole Scherzinger and Nick Cannon
L'AUTORE DEL BRANO SCRIVE:
"I was sitting in my recording studio watching the debates...
Torn between the candidates
I was never really big on politics...
and actually I’m still not big on politics...
but 4 years ago, me and the black eyed peas supported Kerry...
And we supported Kerry with all our might...
We performed and performed and performed for the DNC...
doing all we could do to get the youth involved...
The outcome of the last 2 elections has saddened me...
on how unfair, backwards, upside down, unbalanced, untruthful,
corrupt, and just simply, how wrong the world and "politics" are...
So this year i wanted to get involved and do all i could early...
And i found myself torn...
because this time it’s not that simple...
our choices aren’t as clear as the last elections ...
last time it was so obvious...
Bush and war VS no Bush and no war...
But this time it’s not that simple...
and there are a lot of people that are torn just like i am...
So for awhile I put it off and i was going to wait until it was decided for me...
And then came New Hampshire...
And i was captivated...
Inspired...
I reflected on my life...
and the blessings I have...
and the people who fought for me to have these rights and blessings...
and I’m not talking about a "black thing"
I’m talking about a "human thing" me as a "person"
an American...
That speech made me think of Martin Luther King...
Kennedy...
and Lincoln...
and all the others that have fought for what we have today...
what America is "supposed" to be...
freedom...
equality...
and truth...
and thats not what we have today...
we think we are free...
but in reality terror and fear controls our decisions...
this is not the America that our pioneers and leaders fought and
died for...
and then there was New Hampshire
it was that speech...
like many great speeches...
that one moved me...
because words and ideas are powerful...
It made me think...
and realize that today we have "very few" leaders...
maybe none...
but that speech...
it inspired me...
it inspired me to look inside myself and outwards towards the world...
it inspired me to want to change myself to better the world...
and take a "leap" towards change...
and hope that others become inspired to do the same...
change themselves..
change their greed...
change their fears...
and if we "change that"
"then hey"..
we got something right...???...
1 week later after the speech settled in me...
I began making this song...
I came up with the idea to turn his speech into a song...
because that speech effected and touched my inner core like nothing in a very long time...
it spoke to me...
because words and ideas are powerful...
I just wanted to add a melody to those words...
I wanted the inspiration that was bubbling inside me to take over...
so i let it..
I wasn't afraid to stand for something...
to stand for "change"...
I wasn't afraid of "fear"...
it was pure inspiration...
so I called my friends...
and they called their friends...
in a matter of 2 days...
We made the song and video...
Usually this process would take months...
a bunch of record company people figuring out strategies and release dates...
interviews...
all that stuff...
but this time i took it in my own hands...
so i called my friends sarah pantera, mike jurkovac, fred goldring, and jesse dylan to help make it happen...
and they called their friends..
and we did it together in 48 hours...
and instead of putting it in the hands of profit we put it in the hands of inspiration...
then we put it on the net for the world to feel...
When you are truly inspired..
magic happens...
incredible things happen...
love happens..
(and with that combination)
"love, and inspiration"
change happens...
"change for the better"
Inspiration breeds change...
"Positive change"...
no one on this planet is truly experienced to handle the obstacles we face today...
Terror, fear, lies, agendas, politics, money, all the above...
It’s all scary...
Martin Luther King didn't have experience to lead...
Kennedy didn't have experience to lead...
Susan B. Anthony...
Nelson Mandela...
Rosa Parks...
Gandhi...
Anne Frank...
and everyone else who has had a hand in molding the freedoms we have and take for granted today...
no one truly has experience to deal with the world today...
they just need "desire, strength, courage ability, and passion" to change...
and to stand for something even when people say it's not possible...
America would not be here "today" if we didn’t stand and fight for
change "yesterday"...
Everything we have as a "people" is because of the "people" who fought for
change...
and whoever is the President has to realize we have a lot of changing to do
I'm not trying to convince people to see things how i do...
I produced this song to share my new found inspiration and how I've been moved...
I hope this song will make you feel...
love...
and think...
and be inspired just like the speech inspired me...
that’s all...
Let's all come together like America is supposed to...
Like Japan did after Hiroshima...
that was less than 65 years ago...
and look at Japan now...
they did it together...
they did it...
"We can't?...
Are you serious..?..
WE CAN!!!
Yes we can...
A United "America"
Democrats, Republicans and Independents together...
Building a new America
We can do it...
"TOGETHER"
Please visit www.yeswecansong.com
Thank you for reading and listening..."
will.i.am
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'Yes We Can' Song/Video!
Angelo sent you a link to www.yeswecansong.com <http://www.yeswecansong.com>
Check it out and spread the word!
GRAZIE AMERICA!
on February 13th, 2008 at 3:52 am
THANK YOU AMERICA! YES YOU CAN! YES WE CAN! Wonderful America, flag of a new world! I think also: Obama VS Osama! Is it possible? I hope. YES WE CAN in all the world. Thank you America, thank you Obama, thank you americans.
28 gennaio 2008
OBAMA VS OSAMA

Sino a ieri non ci avrei scommesso ma grazie alla proverbiale sagacia di Bill la candidatura di Obama rischia di diventare una cosa più che seria, rischia di diventare lui il vincente e non solo il primo vero sfidante di colore! La lobby nera è divisa su di lui ma ora sono i bianchi a preferirlo ad Hillary. La dinastia Kennedy e il Washington Post non sono pezzi da poco sulla scacchiera in gioco. Ma se i Clinton hanno tentato il colpo basso contro di lui e hanno avuto la peggio quelli che verranno lanciati dai repubblicani - se lui vince le primarie democratiche- faranno sembrare queste delle carezze. E non mancheranno le mosse nascoste, le maldicenze razziste e le paure più irrazionali. Ne sono un esempio le mail che girano in posta elettronica su Obama finto cristiano in realtà musulmano di una setta radicale fattosi cristiano per servire la causa integralista. Insomma Obama sarebbe una pedina di Osama, il virus più letale iniettato dentro il cuore del nemico americano e non solo. Fantrastico: della serie non ci credo ma è più prudente crederci. Ebbene no. E' una grande menzogna e sul sito che sfata le Leggende Metropolitane c'é già una pagina dedicata all'analisi di queste false notizie che navigano in rete. Se qualcuno le traduce in italiano avvisatemi e aiutatemi a correre ai ripari.
Ma qual'é stato l'errore dei Clinton? Quello di ricordare che Obama non fu contro la seconda guerra in Iraq. Ma ancora non hanno capito i Clinton che su questo tema i democratici non hanno nulla da vincere? Hanno fatto solo un regalo ad Obama.
E certo che se Obama fosse stato davvero un musulmano americano, non radicale ma musulmano, questa sì sarebbe stata una cosa stravolgente nello scenario della guerra internazionale con il radicalismo islamista. E così anche gli assertori della impossibilità di un secolarismo musulmano e di una sua conciliabilità con la democrazia e la laicità sarebbero stati smentiti.
A proposito di democrazia chi ha un esempio migliore di questa campagna americana delle primarie? Le primarie di Veltroni in cosa avrebbero somigliato a queste? Visto che si corre alle elezioni e che anche i Democratici italiani vorranno finalmente correre da soli non sarebbe male se questa volta recuperassero il tempo e l'occasione perduta nelle precedenti. Le inizino a fare ora le primarie i Democratici anziché nascondersi dietro i soliti poteri che andavano bene alla stagione del prodismo (Chiesa, Confindustria, ...).
Avevate un sogno ma smettetela di sognare: Yes we can! Sì, noi possiamo. Questo sì è uno slogan per vincere non queste ma le prossime elezioni.
26 gennaio 2008
17 gennaio 2008
RIFIUTIAMOCI DAVVERO! VOGLIAMO IL PROCESSO
BASTA! NON LASCIAMO CHE CI SCAPPINO DI MANO. VOGLIAMO IL PROCESSO A QUESTO RIFIUTO DI PAESE CHE CI STA SOMMERGENDO. A QUEGLI INTELLETTUALI CHE ORA DICONO DI NON CAPIRE E NON SAPERE. INCAPACI, QUANDO FUORI DAL CORO, DI DIRE PASOLINIANAMENTE "IO SO". A QUEST'INTELLETTUALI CONSIGLIAMO SOLO Di STARE ZITTI, LEVANDOSI COSI' ANCHE DALL'IMBARAZZO DI DOVERSI RIFUGIARE IN INDIGNAZIONI DI COMODO. ALTRI AL POSTO LORO DEVONO PARLARE! PER ESEMPIO QUESTO DOCUMENTARIO
CERCATELO, CHIEDETELO, DOVREBBE ARRIVARE NELLE SALE A FEBBRAIO, FACCIAMO IN MODO CHE ARRIVI PRIMA E CHE SIA LUI IL SUCCESSO CINEMATOGRAFICO DI QUEST'ANNO E NON L'ALLENATORE DEL PALLONE 2
IN PUGLIA E BASILICATA SI STA ORGANIZZANDO UNA RETE PER FAVORIRNE LA DISTRIBUZIONE IN OGNI CITTA'. SE NE VUOI FAR PARTE VIENI SU QUESTA PAGINA E LASCIA UN TUO COMMENTO DOPO ESSERTI ISCRITTO
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16 gennaio 2008
GLOBAL GOD VS LOCAL GOODS
Evidentemente nei miei post precedenti sui discorsi del Papa per l'Epifania avevo visto giusto. COME SUI RIFIUTI A NAPOLI anche questa volta la politica responsabile entra in campo solo di fronte alle EMERGENZE. Per il resto la parola resta nelle mani del massimalismo di ogni tipo, fondamentalismi religiosi compresi ma ancor peggio i soli e miseri integralismi di ogni tipo e coloro, ateisti e laicisti compresi. Aggiungo solo alcune brevi considerazioni alle ovvietà del giorno dopo che oggi hanno riempito i giornali.
C'é una sinistra anticlericale e una sinistra massimalista che identificano questo Pontefice con l'idea rassicurante per ogni estremista di un Papa Reazionario. Io credo che sia troppo semplice e che invece questo Pontefice sia molto più utile al mondo laico dell'amato Papa Woitjla. Questo Papa tedesco ha la levatura di un filosofo e sposta infatti sul piano teologico il discorso, affrontando senza reticenza e con un radicalismo della ragione il confronto spinoso tra Fede e Ragione. Lo fa con un postulato programmatico rischiosissimo ossia quello di provare il fondamento nella Ragione della Fede. Il suo presunto attacco (da una Università si noti) all'Islam era invece un attacco alla Trascendentalismo, da quello monacale a quello protestante, da quello nichilista a quello appunto islamista. Più che invocare un generico ecumenismo delle fedi questo Papa apre invece ad un confronto con le religioni della tradizione ed in questo senso può meglio dialogare sia con gli ortodossi cristiani, sia con l'Islam. E vorrei ricordare - perché non di poco conto - che nel discorso sopra citato la novità assoluto era la dimostrazione razionalista della incompatibilità tra Fede e Fede imposta con la violenza. Altro che Papa delle Crociate! Un grande messaggio all'Islam, invece! Un argomento da poter riprendere e far rimbalzare per le Scuole coraniche desiderose di trovare alternative all'integralismo islamista. Questo il vero significato di quel discorso e che nessuno nel mondo laico è stato capace di leggere e riproporre all'Islam moderato (ma io preferirei dire democratico e moderno). In questo senso questa Papa è un continuatore e non un demolitore del precedente. E' stupidissima la lettura opposta. Paradossalmente le aperture del precedente erano meno capaci di gettari ponti con le altri religioni delle chiusure di questo. Ne è un esempio la messa detta di spalle. E' questo un gesto che riapre il dialogo con le Chiese Ortodosse e non è un gesto reazionario quanto piuttosto un ritorno alle origini della Fede. Per millenni i fedeli, anche quando erano comunità senza sacerdoti, pregavano in questo modo. Non è Uno che da le spalle come si vuol leggere nei commenti di questi giorni bensì è un Tutti che si rivolgono a Dio (al limite, si potrà dire, attraverso la mediazione di Uno per Tutti, il sacerdote che è comunque l'officiante). Nella messa le spalle del sacerdote caricano di mistero l'eucarestia e fanno sentire al fedele che in quel momento ci si sta volgendo tutti insieme ad un altrove (il cielo, lo spirito santo). Francamente per me il nemico reazionario ha un nome opposto, sono le messe con le canzonette strimpellate alla Sanremo, della serie "volemoci bene" e facciamo festa che mi sembrano al passo con un degradante segno dei tempi. Tranne poi avere nostalgia viaggiando per il mondo per l'intensità rituale di altre confessioni religiose e di altre culture! Il solito razzismo capovolto.
Polemicamente aggiungerei infatti che coloro che hanno tolto la parola al Papa sono gli stessi che hanno ritenuto offensive e da censurare le vignette sull'Islam. Io ho sempre ritenuto geniali le vignette del Male e poi di Cuore sul Papa e avrei difeso anche quelle sull'Islam. I miei amici di sinistra no. Loro si oppongono solo all'integralismo del Papa ma non a quello delle Moschee, nemmeno quando si trasformano in appelli all'omicidio di artisti, scrittori e registi.
A titolo di chiarezza aggiungerò soltanto alcune brevi note di deontologia laica:
- l'invito del rettore dell'università era corretto nella sostanza (il Papa è l'erede del fondatore di quella Università) e nella forma (non era il relatore bensì l'ospite e non è mai accaduto che al discorso dell'ospite segue il contraddittorio, mai!)
- il Papa aveva diritto di parola come altri avevano diritto di contestarla ma nei contenuti e non per impedirgliela
- i veri laici avrebbero avuto un'occasione straordinaria di confronto, un confronto che però è difficile e mette in gioco le questioni fondamentali del nostro futuro prossimo e sulle quali non c'é da stare in difensiva rispetto al richiamo che tutti i fondamentalismi religiosi rappresentano e che non è detto che si traducano tutti in integralismo
- quello a cui abbiamo assistito potremmo chiamarlo un fondamentalismo laicista e/o ateo trasformato in integralismo
- quella che rimane muta e senza argomenti è una sana cultura laica
- in tal senso poco mi importa delle campagne su aborto, sessualità, famiglia e confini della Scienza alle quali basterebbe ricordare a tutti che su queste questioni lo Stato non risponde per eticità ma per mediocre scelta di relativa opportunità (qualcuno oggi ha detto che quando si tratta di fare delle scelte sarebbe bene non tirare in ballo da blasfemi Dio), facendo scelte che devono risultare le migliori in quel momento e che possono sempre essere rimesse in discussione dai ritorni più o meno negativi che esse hanno. L'aborto illegale faceva morire le donne in altissima percentuale, la legge sulla fecondazione fa scappare all'estero chi se lo può permettere, quelle sui limiti alla ricerca fa scappare i cervelli e la legge di famiglia non regolamenta diritti e doveri di tanti conviventi. Semplice no? Perché la Chiesa dovrebbe abbassare i toni poi nel giudicare tutti questi peccatori? Li alzi pure. Aumenterà al limite il tasso di senso di colpa. Comunque sia, nessuna di queste vicende nostrane (local goods nel senso meschino delle "merci della politica con la p minuscola") giustifica quanto accaduto oggi.
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anamorfo
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