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17 novembre 2010

A MILANO COME IN PUGLIA VINCE IL PD...

... quello DELLE PRIMARIE, s'intende!
NON VINCE infatti Nichi Vendola che senza il popolo delle Primarie del PD non esisterebbe.
PERDE DI SICURO la direzione del PD e non solo quella milanese.

Oggi (ndr: ieri) Michele Serra descrive in modo efficace questo paradosso. In una situazione normale non solo il PD ma l'intero centro sinistra avrebbe fatto fatica a trovare un candidato. Ne è stato un esempio l'ultima tornata elettorale per il Sindaco di Roma. Invece grazie alle Primarie avviene il miracolo e per Milano si presentano 3 auto candidature, tutte dalla società civile. A questo punto la Direzione del PD che fa? Ci dice Serra che anziché sentirsi per un giorno Gastone preferisce tornare ad essere Paperino e fa l'unica cosa sbagliata che si potesse immaginare di fare. Ossia, anziché gridare al successo della propria iniziativa e congedare i candidati con un bel "vinca il migliore!", si mette in cagnesco contro tutti e tre, ne esce un quarto tutto targato "apparato" e blinda le Primarie stesse non concedendo agli altri tre le liste degli elettori e altre amenità. Insomma blinda il candidato come se volesse deciderlo a prescindere e cerca di imporlo ai propri militanti con vecchie logiche di disciplina
(vi ricordate Boccia in Puglia? fu la stessa cosa!). Come se non bastasse si mette pure in cagnesco e e fa capire a tutti che o vince quello, il suo, oppure ha vinto Vendola. Fantastico! Ma che le fai a fare le Primarie se poi devi dire che hai perso se non vince il candidato "del Partito" (definizione di per se inaccettabile e contraddittoria con le Primarie stesse). Quack Quack! Una mossa da Paperino! Che si merita tutta la sfortuna e suscita persino simpatia per quanto è cocciutamente idiota. Questo è il PD! Ma non è questo il "popolo" del PD!

Avviene però sempre e dappertutto. E' avvenuto lo scorso inverno in Puglia dove gli elettori del PD - e non quella piccola parte che vota SEL - hanno scelto Vendola. Avviene a Bologna dove l'unico candidato favorito ai sondaggi e che proviene anch'egli dalla società civile, Andrea Segrè, lascia la corsa per il clima di sospetti e sgambetti degli apparati di un Partito che anche lui non esita a definire "conservatore" (ndr: di se stesso!). Ed ecco che anche a Bologna salirà Vendola a prendersi una vittoria che vale quanto è valsa in Puglia, dire no a chi vuole rottamare non il vecchio ma l'unica cosa buona e nuova che c'è: le Primarie.

Eppure un dato significativo queste "vittorie" contro l'apparato conservatore del PD ce lo presentano e chiaro: il calo di
partecipazione. Colpa delle Primarie? Al contrario, colpa di chi le demolisce cercando di truccarle o di trasformarle in pre elezioni di Partito, contrapponendo il candidato di PD a quello di SEL anche quando questo non c'è ma facendo di tutto perché lo diventi.

Al contempo colpa anche della soluzione "identitaria" date ad essa dalla discesa in campo di Vendola. Infatti nessuna di queste campagne vendoliane riesce a trasformarsi in una espansione di entusiasmi e in una mobiltazione che vada oltre la cerchia più ristretta del "popolo identitario di sinistra". Un "popolo" più largo della somma degli iscritti di PD e SEL ma non più di tanto. Un "popolo" abituato a correre agli appelli anche quando è stanco e a rispondere sempre e comunque come un riflesso condizionato ad ogni stimolo che sia identitario. E' il "popolo" che ha eletto Bersani Segretario anche se giurava di odiare D'Alema ed è lo stesso "popolo" che poi smentisce con soddisfazione Bersani quando cerca di dargli una "Linea che non
c'è" pur di dirgli che loro sono ancora più "di sinistra". E' il "popolo di Vendola", ne è lui il Leader naturale, ma lo stesso Nichi
aspirava a molto di più un tempo o meglio questo ha voluto farci credere per poi dimostrare che così non è. Infatti questo "popolo" gli consentirà di ritagliarsi uno spazio politico a sinistra del PD. Uno spazio che alcuni nel PD si augurano di veder crescere e di poterglielo presto lasciare, così da levar loro ogni imbarazzo di moderazione opportunistica e interessata. E' il Partito degli Amministratori che da sempre lavora dentro il PD e contro il progetto di un PD maggioritario. Non vedono l'ora di poter fare un pentapartito Fini UDC Rutelli PD e SEL. E a questo gioco ci stanno tutti! Nessuno escluso. Lo hanno dimostrato anche i Forum appena conclusosi a Bari con D'Alema e Vendola già vestiti del loro ruolo.

Tiro allora le mie conclusioni e provo anche a rilanciare la posta:

1) la vittoria di Pisapia a Milano è la vittoria delle Primarie e quindi del PD come nuovo Partito per la democrazia partecipata (che è una cosa seria di cui si discute in tutto il mondo... tranne che nel
PD!);

2) Pisapia è un "moderato", già candidatosi con la sinistra radicale ma come indipendente. E' la miopia del PD di oggi e delle sue componenti storiche di ieri a regalarne il successo a Vendola. Se le Primarie si fossero svolte in altro clima la sua sarebbe stata una vittoria del PD e di sicuro avrebbe trascinato al voto un elettorato diverso da quello "identitario" che ha richiamato Vendola e che nei numeri non è incoraggiante (77.000 in tutta Milano... sic!);

3) bene ha fatto la Direzione milanese del PD a dimettersi. Non come quella pugliese dopo la sconfitta tragica di Boccia! Se Sergio Blasi si fosse dimesso avrebbe consentito un rinnovamento del Partito in Puglia mentre così rimane schiavo lui stesso da una parte dei veti incrociati delle minoranze e dall'altra dei condizionamenti di una maggioranza a sua volta minoritaria nella società civile sul piano del voto d'opinione (che in politica ha il suo peso se non si vuole dipendere dai capibastone dei pacchetti di voti che poi finiscono per ricattarti e condizionarti su tutto). Ovviamente oggi non si prospettano affatto dimissioni e nessuno le invocherebbe più ma resta da augurarsi che il Segretario Regionale in Puglia vada avanti nella strada intrapresa con i Forum facendone solo l'inizio di un processo senza rete di sicurezza e non la messa in scena di un copione triste quale quello a cui abbiamo assistito nel suo epilogo politico con D'Alema;

4) la sconfitta a Milano è una sconfitta di tutta la Direzione del PD. Di fronte alla chiara espressione di Nichi Vendola che la sinistra prima di parlare di alleanze deve definire una propria identità le sconfitte ieri in Puglia e oggi a Milano mettono in discussione non tanto Bersani quanto la sua Segreteria politica e la linea scelta - dopo il Congresso! - di lavorare PRIMA alle alleanze e DOPO al programma. Questa linea l'elettorato del PD la sta contestando ma il PD continua a proporla oggi per bocca di Rosy Bindi, per esempio, che ipotizza una coalizione anche con Fini per le prossime elezioni "e il nostro elettorato lo capirà...". Ne sei proprio sicura Rosy?

5) questo "popolo di sinistra" sopra descritto resta immaturo e incapace di essere egemone, legato com'è alla nostalgia di una
identità perduta, incapace com'è di uscire dalla tragedia del secolo breve di cui egli stesso è complice responsabile sino a quando non fa un bagno di umiltà dei propri retaggi ideologici. Perché questo avvenga occorre un processo di partecipazione che lo faccia calare sui problemi concreti. Il rischio è che oggi questo "popolo di sinistra" ci faccia perdere ancora ma è un rischio che si deve iniziare a correre. L'unico antidoto è non abbandonarlo al messianismo vendoliano, vuoto di contenuti concreti. L'antidoto è già nei nomi di Pisapia e di Segrè, nella loro autocandidatura fuori dagli apparati del PD, nel seguito che potevano suscitare nella società civile. Una società desiderosa di tornare ad essere società politica, rendendo giustizia a questa avvilente separazione che lo stesso linguaggio ormai testimonia;

6) in Puglia ancor più che altrove si avverte ormai il limite dell'esperienza Vendoliana. Essa coniuga la promessa messianica con
una sostanziale povertà di contenuti reali se non quelli di una "buona amministrazione della cosa pubblica" anch'essa vissuta come pura retorica moralistica e non come derivato pratica di una "prassi". Vi è insomma un limite di coraggio politico in Vendola, un limite che è tutto scritto anche nella sua biografia politica. L'appello identitario è costruito come abito per coprire un vuoto di elaborazione politica. Vendola ripropone niente più che il welfare, uno stato sociale da contrapporre a quello liberale tanto più quanto più è possibile. Il resto, il web, internet e tutto quello di cui si parla e si associa a lui, è usato come strumento di marketing politico. Nessuna elaborazione sulla democrazia partecipata, nessuna elaborazione da liberale di sinistra anche su temi che gli potrebbero essere congeniali come la plutocrazia perché liberale Vendola non lo è proprio. Preferisce sognare "mondi nuovi" e proporre come scenario politico l'occupazione del potere, da buon socialdemocratico del primo '900. L'incapacità di Vendola di moblitare ed entusiasmare oltre il "popolo di sinistra" è tutta dentro questo limite politico, testimoniato dal suo stesso linguaggio evocativo, buono per alcuni ceti medi intellettuali ma non per il paese reale, quello dei ceti produttivi;

7) un nuovo Partito non può dunque prescindere dal "popolo di sinistra" perché questo ne è il cuore ma non può nascere dai riflessi identitari quanto invece da nuove vitalità sociali e giovanili. La grave responsabilità storica delle componenti fondative del PD che sono i residui delle due principali esperienze politiche della prima repubblica è evidente. Hanno lasciato entrambe (ex PCI ed ex DC) i loro "popoli" senza strumenti, temendo che questi avrebbero potuti essere diretti contro loro stessi, come sarebbe stato giusto vista l'assenza di una guida politica nel processo di trasformazione, compiuto nel nome del semplice trasformismo. Occorre dunque rottamare ma per farlo occorre costruire l'auto nuova, una nuova classe dirigente. E per farlo occorrono strumenti nuovi, occorre un Partito ma diverso, occorre un processo di selezione democratica di cui si sono appena abbozzate le basi ma su cui ci si è arenati subito. Non basta dire Primarie. Occorre crederci e costruirgli intorno un metodo
di lavoro. Lo stesso per i Forum!

8) fino a quando il PD continuerà ad essere il Partito della Costituzione come oggi ha detto Bersani definendo cosa è essere di
sinistra non avremo messo nemmeno il primo mattone. Il PD deve essere il Partito che prefigura una nuova Costituzione che non rinneghi la prima ma che rinnovi lo spirito costruttivo all'altezza dei tempi che fu dei padri costituenti. Non è questa una partita da lasciare ai propri avversari politici. Non si gioca di rimessa su questo tema come
se nessun altro.

Lascio questo messaggio nella bottiglia, lo getto nel mare del web e torno alle mie occupazioni. Il PD per ora non mi offre molto di più! Anche per questo ho troppe cose da dire non sapendo nemmeno dove dirle e a chi... nonostante una tessera, un Circolo territoriale e un Gruppo di discussione non ufficiale ma tollerato (i Volunteers)...

Bari, 16 novembre 2010
A domani!

A Wanda Lograno, Selma Bellomo e altri 2 piace questo elemento.

Manuel Santoro Caro Angelo, penso si potranno avere punti di discussione e di collaborazione con i Volunteers sui punti da te
descritti.

Claudia Battafarano Ci sono spunti interessanti, mi riprometto di leggerlo domani a mente lucida, ma ribadisco il concetto a te noto: la sintesi non è il tuo forte! :-)

Mario Michele Pascale Concordo. Parole sagge.

Salvatore Sparapano Io le dimissioni di Blasi continuo ad invocarle...ma a parte questo, si potrebbe solo aggiungere che tra i
"paradossi" vi è che la attuale dirigenza del PD che non crede allo statuto del partito. E' legato ancora alla idea del partito fatto
dalle sezioni (o "circoli") che seguono la linea dettata dall'alto ossia dalla segreteria. Del resto ciò è coerente con una "nomeclatura" che si autolegittima da sè oramai da decenni. Ed anche SEL non fa eccezione ed anzi sta messa peggio. Essere un "volunteers" significa anche seguire paradigmi che siano opposti a tutto questo.

De Cesare Paolo Luigi Mi dispiace Salvatore ma i titolati a chiedere le dimissioni di Blasi sono gli iscritti al PD. Possono cambiare
l'amministratore di una ditta i soci di quella ditta. Per il resto sono abbastanza d'accordo. Adesso non ci resta altro che finire il
giro e incontrare i segretari di tutti gli altri partiti:Idv, Sel, Verdi, Rifondazione, Radicali e Psi e spiegare loro che forse avrebbero convenienza a darsi da fare per un Partito Federale, per uno Stato Federale, per un sistema Bipolare, Bipartititico e Uninomnale preceduto da primarie per Legge, accompagnato da semplificazioni nella possibilità di indire referendum circoscrizionali,comunali, provinciali, regionali, nazionali, compresi i referendum propositivi e abrogativi di Leggi fiscali.

De Cesare Paolo Luigi ho messo unn link sui pastori sardi sul gruppo ADV..se perdono loro perdiamo tutti.

Filippo Coppola Le primarie furono pensate per un partito a vocazione maggioritaria,aperto all'esterno,interclassista in grado di
intercettare consensi in ogni ceto sociale. Se il PD e', come e', un partito identitario e di sinistra che parla soltanto al solito
elettorato di riferimento, se la competizione con Vendola si gioca su quel terreno di rappresentanza ,gli elettori di sinistra preferiscono Nichi (e' piu' originale, oltre che al fatto che ha maggior fascino). Per battere alle primarie gli ex rifondaroli i candidati del PD devono avere una forte caratterizzazione civica e aperta all'esterno, devono apparire autonomi e liberi dalle segreterie di partito e soprattutto con un forte profilo innovativo e riformista. Spero che dopo Milano a Bersani non venga in mente di eliminarle le primarie per evitare di fare ancora brutte figure.

Salvatore Sparapano Bene e tu che sei "titolato" le chiedi o no le dimissioni di Blasi ? Perchè fino ad ora non ho compreso la posizione in merito. Per inciso: non ho bisogno di alcun "titolo" per chiedere alcunché a chicchessia.

Salvatore Sparapano Nel merito: i referendum su leggi fiscali sono vietati dalla costituzione ( e ci mancherebbe). Sul "giro" dei
"prefissi telefonici" non saprei a che servirebbe. Piuttosto: apriamo discussioni con chi rappresenta per davvero le forze produttive come gli ordini professionali e le associazioni di categoria e studiare un "piano di lavori" inn comune a livello regionale in tema di amministrazione, economia, ambiente, agricoltura ecc.

Wanda Lograno dissento solo sulla tua opinione in merito ai forum, ai quali non ti ho visto presente...spero tu sia solo sfuggito alla mia attenzione. Il metodo è stato portanto avanti da professionisti "asettici" e tutto il lavoro è stato consegnato nelle mani del segretario e della Direzione, peraltro non è una conclusione ma solo un'inizio, o almeno spero che verrà inteso così.

Cecilia Ranieri grazie Angelo......spero di vederti presto!!!!!

Angelo Amoroso d'Aragona ‎@ Wanda. Ciao Wanda, piacere di leggerti e grazie. Non mi hai visto perché ero a Catania il 6 al Forum tematico a cui avevo deciso di dare il mio contributo e il 13 a Sanremo al Premio Tenco per lavoro. Ti assicuro che però ho partecipato più di tanti "presenti". Come Volunteers abbiamo incontrato De Santis e garantito il massimo sostegno che abbiamo dato anche da qui (ndr: facebook). Inoltre io ho scritto una relazione (lunga ovviamente!) che trovi tra le mie Note per il Forum sull'Innovazione sull'intervento regionale nel settore Cinema. Quindi NON DISSENTI AFFATTO ma sono stato forse
poco chiaro io. La pensiamo proprio uguale. Il mio appunto era sui "professionisti asettici" ma al contempo come Volunteers siamo tutti concordi che si deve dare una mano a farlo diventare un punto di inizio, difetti a parte.

NOTA (aperta a tutti) SU PROFILO FACEBOOK COPIATA E INCOLLATA CON I COMMENTI SINO ALLE ORE 10,00 DEL 17 NOV 2010

11 luglio 2009

Il mio ritorno ufficiale e improvviso alla politica...

la Rete delle Rose Rosse del PD
dal Sud riparte il Partito Democratico aperto alla società civile
Angelo Anam...
Guarda il video 'Angelo Amoroso d'Aragona'

Angelo Amoroso d'Aragona
Angelo Amoroso d'Aragona
Link video:
Angelo Amoroso d'Aragona

Informazioni su la Rete delle Rose Rosse del PD
una rete interregionale nata a Manfredonia, in Puglia, per rilanciare un Partito che diventi realmente rappresentativo e passionario
la Rete delle Rose Rosse del PD 58 membri
19 fotografie
13 brani
16 video
20 discussioni
9 post del blog
 
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08 ottobre 2008

BIFO BIFO 40 40

Delirante editoriale di Bifo in prima pagina di Liberazione. Fame, guerra e catastrofi di ogni natura ci libereranno dal capitalismo e quindi ben vengano. Dovremo solo imparare a "vivere di poco". Non solo è possibile ma si vive anche meglio. Nel frattempo pur chiedendo scusa corregge Marx: non solo il capitalismo non è una cosa ma è un rapporto bensì, a detta di Bifo, è un rapporto introiettato. Insomma il capitalismo è una attitudine mentale, pensare lo sfruttamento come cosa necessaria e naturale. Se smettiamo di pensarlo anche il capitalismo muore: alla faccia del materialismo! Non era stato Marx a spiegarci che sono le condizioni materiali di esistenza e i rapporti che si determinano a farci pensare in un modo o in un altro? Bifo non ha corretto Marx, l'ha demolito! E il nuovo mondo che annuncia nascerà dalla scarsità delle risorse, dalla fame e dalla incapacità produttiva. Attraversando guerre, razzismo e carestie. Come ogni romantico anche Bifo si augura il peggio ma per il bene dell'umanità. Non è che gli manchi qualche sana lettura? Voi cosa gli consigliate? E sarebbe questa la Rifondazione Comunista? Per non parlare del mare aperto dello stare al governo di cui oggi parla Luigi Quaranta nel suo editoriale per il Corriere del Mezzogiorno? Si può mai pensare di coniugare tali strumentazioni politiche con il chiedere la fiducia agli elettori per governare una Regione? Luigi Quaranta non crede nemmeno lui a quello che scrive, solo lavora per volerlo far credere a noi. E anche questo noi è tutto da discutere. Luigi Quaranta parla di un popolo di sinistra che finalmente vede realizzato il proprio sogno ma forse la platea era composta più da assessori e consiglieri preoccupati per il loro futuro prossimo perché non solo questo messaggio io non credo che sia mai giunto al "popolo di sinistra" ma quando è stato tentato è stato anche rifiutato. Si veda la sconfitta di Veltroni e linee editoriali, come quella di Liberazione, che sanno di far contento il proprio "popolo" parlando vecchi linguaggi anticapitalisti. Io di certo preferirei dedicarmi al buon governo e non in senso miseramente etico ma come politica del fare e del riformare, quando serve. Il problema è che nessuno sta pensando di farlo, né a sinistra né a destra, né in Italia né in Puglia, né Emiliano né Vendola. Altrimenti avrebbero preso il coraggio tra le mani e parlato al loro "popolo" con onestà riformatrice. E soprattutto avrebbero dato prove migliori di se! E se queste prove sono state compromesse dagli apparati dei partiti avrebbero chiesto oggi al "popolo" di sostenerli, instaurando un rapporto fiduciario diretto che invece entrambi hanno negato, pur essendoci nelle primarie e nella primavera pugliese che li ha sostenuti tutte le premesse. E non è certo un felice dibattito tra D'Alema e Vendola alla ex Festa dell'Unità oggi ribattezzata non so come a dimostrarci(mi) il contrario, caro Quaranta.

29 maggio 2008

CONFUSIONE E ORO NERO

Cosa meglio di Mogol Battisti per intitolare questo post? Sembra che gli anni '70 siano tornati. Butto giù solo appunti confusi e infastiditi. Da una parte De Gregori che sui rotocalchi ripete il motivo alla Obama di un'Italia come la vorrebbe Veltroni, senza più buoni e cattivi ma unita nella voglia di modernizzarsi e pronta al confronto anche duro ma in nome della comune buona volontà di scegliere il meglio. Dall'altra una serie di deludenti prove della Destra ex fascista: Fini che definisce "vergognose" le parole di Almirante ma poi le relativizza come pensiero comune di un'epoca azzerando quindi qualsiasi anticorpo critico. Vorrei dirgli "ognuno impari ad essere implacabile con la sua parte se vuole dare prova di vero". L'ho sempre rimproverato agli ex comunisti ma vale anche per l'uomo di Fiuggi. Altrimenti a Fiuggi è stata acqua fresca! Perché poi iniziare il mandato su Roma con la strada ad Almirante? Non ho idee preconcette a riguardo visto le strade a Lenin se non a Stalin. Viale Palmiro Togliatti attraversa tutta Roma ma è pur sempre un padre costituente della nostra Repubblica. Almirante no. La Toponomastica è un segno del tempo non un modo per riscrivere la Storia in base allo Spirito del tempo... Ci sono cose più gravi: le aggressioni naziste. Quella del Pigneto che Alemanno si è precipitato a dire non essere neonazi ma xenofobia di quartiere. Non mi convince e lui non si può aspettare di essere convincente. Ed un Sindaco deve porsi il problema di esserlo se vuole essere Sindaco di tutti i romani. Lo stesso vale per l'Università. Di certo non ci giurerei che ci fosse chi è convinto che levare la parola a Forza Nuova sia cosa dovuta e santa ma anche qui mi sarei aspettato qualcosa. Alemanno non può non capire che la sua elezione ringalluzzisce gli estremisti di destra. Non è stato proprio lui ad invitare i ragazzi di destra a non lasciarsi andare? Anche quelle parole non sono tranquilizzanti. Sembra di sentire Mussolini che tiene a bada le camicie nere desiderose di "festeggiare". Non vogliamo una civiltà mascherata di democrazia solo per opportunismo politico. Alemanno deve sapere che ci si aspetta da lui la prova che da Fascista si è trasformato non per opportunismo ma per convinzione in uomo di Destra (nel senso liberale e antitotalitario e quindi antifascista del termine). Non sta dando questa prova. Francamente mi illudevo del contrario. Pessima prova di inizio mandato. Eppure dovrebbe fare i conti con il mandato degli italiani che è stato perentorio nel chiudere le esperienze ideologiche del novecento e metterle in soffitta, anche se magari con il cuore infranto. Fascisti e Comunisti nonostante le simpatie di molti per loro sono stati mandati a casa. Gli Italiani continuo a credere abbiano dato ragione a Veltroni nella domanda di un quadro politico tutto interno alla democrazia occidentale e che operi tutto per la modernizzazione del paese. Da questo punto di vista la xenofobia leghista è più coerente del revanscismo fascista. L'uno tenterà di strumentalizzare l'altra ma sono cose differenti e Alemanno e Fini farebbero bene a lasciare il debito con la xenofobia tutto alla Lega piuttosto che coprire i loro amici di estrema destra.

28 gennaio 2008

OBAMA VS OSAMA



Sino a ieri non ci avrei scommesso ma grazie alla proverbiale sagacia di Bill la candidatura di Obama rischia di diventare una cosa più che seria, rischia di diventare lui il vincente e non solo il primo vero sfidante di colore! La lobby nera è divisa su di lui ma ora sono i bianchi a preferirlo ad Hillary. La dinastia Kennedy e il Washington Post non sono pezzi da poco sulla scacchiera in gioco. Ma se i Clinton hanno tentato il colpo basso contro di lui e hanno avuto la peggio quelli che verranno lanciati dai repubblicani - se lui vince le primarie democratiche- faranno sembrare queste delle carezze. E non mancheranno le mosse nascoste, le maldicenze razziste e le paure più irrazionali. Ne sono un esempio le mail che girano in posta elettronica su Obama finto cristiano in realtà musulmano di una setta radicale fattosi cristiano per servire la causa integralista. Insomma Obama sarebbe una pedina di Osama, il virus più letale iniettato dentro il cuore del nemico americano e non solo. Fantrastico: della serie non ci credo ma è più prudente crederci. Ebbene no. E' una grande menzogna e sul sito che sfata le Leggende Metropolitane c'é già una pagina dedicata all'analisi di queste false notizie che navigano in rete. Se qualcuno le traduce in italiano avvisatemi e aiutatemi a correre ai ripari.

Ma qual'é stato l'errore dei Clinton? Quello di ricordare che Obama non fu contro la seconda guerra in Iraq. Ma ancora non hanno capito i Clinton che su questo tema i democratici non hanno nulla da vincere? Hanno fatto solo un regalo ad Obama.

E certo che se Obama fosse stato davvero un musulmano americano, non radicale ma musulmano, questa sì sarebbe stata una cosa stravolgente nello scenario della guerra internazionale con il radicalismo islamista. E così anche gli assertori della impossibilità di un secolarismo musulmano e di una sua conciliabilità con la democrazia e la laicità sarebbero stati smentiti.

A proposito di democrazia chi ha un esempio migliore di questa campagna americana delle primarie? Le primarie di Veltroni in cosa avrebbero somigliato a queste? Visto che si corre alle elezioni e che anche i Democratici italiani vorranno finalmente correre da soli non sarebbe male se questa volta recuperassero il tempo e l'occasione perduta nelle precedenti. Le inizino a fare ora le primarie i Democratici anziché nascondersi dietro i soliti poteri che andavano bene alla stagione del prodismo (Chiesa, Confindustria, ...).

Avevate un sogno ma smettetela di sognare: Yes we can! Sì, noi possiamo. Questo sì è uno slogan per vincere non queste ma le prossime elezioni.