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10 marzo 2016

SE LE PRIMARIE SONO IL MALATO, LA CURA E' IL PARTITO APERTO


Le primarie non sono la cura, sono il paziente ammalato. Per curarlo non serve ammazzarlo abolendole o introducendo regole che le uccidano per asfissia. Serve rendere aperto il Partito, perché la malattia è lì, non nelle primarie, ma in un Partito che le vive come corpo estraneo e che le strumentalizza occasionalmente. Si chiudano i Circoli, risparmiando tanti soldi e sanando debiti, e si utilizzino o si incentivi la nascita e la crescita di Biblioteche di quartiere, perché un Partito aperto è come un pesce nell’acqua della cittadinanza attiva, dell’associazionismo e della partecipazione, i luoghi veri dove oggi si è trasferita la politica, scollandosi gravemente dalla Rappresentanza (ed è questa la malattia!). Fuori dunque dal mito delle Sezioni con gli iscritti che sfogliano il quotidiano del proprio Partito Chiesa, tra una briscola e uno scopone, per radicarsi al contrario nella contemporaneità, con iscritti che vorrebbero poter sfogliare tutti i quotidiani; magari per rintracciare e leggere meglio un editoriale ascoltato la mattina a PrimaPagina; magari per discuterne insieme a tutti gli elettori e anche con chi non lo è, magari conquistandone di nuovi per le prossime Primarie. O magari per organizzare un gruppo di lettura su un libro di particolare interesse politico, con tutti. O organizzare un blog nella biblioteca trasformata in digital library, grazie anche alla scelta del Governo sulla banda larga. Tollerando realmente le altre opinioni e sapendosi confrontare anche con gli altri Partiti, invitati a fare altrettanto, senza paura. E’ un progetto sostenibile, perché le Biblioteche, spesso inutili, in specie al Sud dove più grave è la malattia, esistono già e c’è tanto volontariato disponibile, a cominciare da quello potenziale dei propri iscritti, essendo – ricordiamocelo - i Partiti delle associazioni – a cui andrebbero poste regole come accade per tutte le altre. Regole che non sono neutrali, perché chi le invoca spesso insegue vecchi Miti novecenteschi anziché produrne di nuovi. Un mito che sia un modello pragmatico, idoneo per parlare ai nostri contemporanei e alle future generazioni: essere Partito aperto per una Società aperta, trasformando le biblioteche in infrastrutture di cittadinanza diffusa e di partecipazione. Solo allora le regole per le Primarie saranno le benvenute,
perché serviranno a preservarne la loro natura, quella per cui furono felicemente introdotte, e mettere fine alla loro strumentalizzazione da parte di apparati partitocratici che ormai hanno preso possesso dei Partiti e ne hanno esaurito ogni capacità di produzione politica di senso. Dentro i luoghi della rappresentanza non c’è più politica ma solo lotte intestine di gruppi di potere. La politica c’è ma ne è ostaggio, abita paradossalmente nei piani alti, perché alla fine non tutto è uguale e si devono fare scelte. Nei piani bassi c’è solo mercimonio e sono gli iscritti in buona fede i primi a soffrirne, ma spesso a non capire chi è il loro vero nemico. Non chi vota spontaneamente alle primarie, senza avere una tessera in tasca, e che lo fa per mettere fine a tutto questo.

17 novembre 2010

A MILANO COME IN PUGLIA VINCE IL PD...

... quello DELLE PRIMARIE, s'intende!
NON VINCE infatti Nichi Vendola che senza il popolo delle Primarie del PD non esisterebbe.
PERDE DI SICURO la direzione del PD e non solo quella milanese.

Oggi (ndr: ieri) Michele Serra descrive in modo efficace questo paradosso. In una situazione normale non solo il PD ma l'intero centro sinistra avrebbe fatto fatica a trovare un candidato. Ne è stato un esempio l'ultima tornata elettorale per il Sindaco di Roma. Invece grazie alle Primarie avviene il miracolo e per Milano si presentano 3 auto candidature, tutte dalla società civile. A questo punto la Direzione del PD che fa? Ci dice Serra che anziché sentirsi per un giorno Gastone preferisce tornare ad essere Paperino e fa l'unica cosa sbagliata che si potesse immaginare di fare. Ossia, anziché gridare al successo della propria iniziativa e congedare i candidati con un bel "vinca il migliore!", si mette in cagnesco contro tutti e tre, ne esce un quarto tutto targato "apparato" e blinda le Primarie stesse non concedendo agli altri tre le liste degli elettori e altre amenità. Insomma blinda il candidato come se volesse deciderlo a prescindere e cerca di imporlo ai propri militanti con vecchie logiche di disciplina
(vi ricordate Boccia in Puglia? fu la stessa cosa!). Come se non bastasse si mette pure in cagnesco e e fa capire a tutti che o vince quello, il suo, oppure ha vinto Vendola. Fantastico! Ma che le fai a fare le Primarie se poi devi dire che hai perso se non vince il candidato "del Partito" (definizione di per se inaccettabile e contraddittoria con le Primarie stesse). Quack Quack! Una mossa da Paperino! Che si merita tutta la sfortuna e suscita persino simpatia per quanto è cocciutamente idiota. Questo è il PD! Ma non è questo il "popolo" del PD!

Avviene però sempre e dappertutto. E' avvenuto lo scorso inverno in Puglia dove gli elettori del PD - e non quella piccola parte che vota SEL - hanno scelto Vendola. Avviene a Bologna dove l'unico candidato favorito ai sondaggi e che proviene anch'egli dalla società civile, Andrea Segrè, lascia la corsa per il clima di sospetti e sgambetti degli apparati di un Partito che anche lui non esita a definire "conservatore" (ndr: di se stesso!). Ed ecco che anche a Bologna salirà Vendola a prendersi una vittoria che vale quanto è valsa in Puglia, dire no a chi vuole rottamare non il vecchio ma l'unica cosa buona e nuova che c'è: le Primarie.

Eppure un dato significativo queste "vittorie" contro l'apparato conservatore del PD ce lo presentano e chiaro: il calo di
partecipazione. Colpa delle Primarie? Al contrario, colpa di chi le demolisce cercando di truccarle o di trasformarle in pre elezioni di Partito, contrapponendo il candidato di PD a quello di SEL anche quando questo non c'è ma facendo di tutto perché lo diventi.

Al contempo colpa anche della soluzione "identitaria" date ad essa dalla discesa in campo di Vendola. Infatti nessuna di queste campagne vendoliane riesce a trasformarsi in una espansione di entusiasmi e in una mobiltazione che vada oltre la cerchia più ristretta del "popolo identitario di sinistra". Un "popolo" più largo della somma degli iscritti di PD e SEL ma non più di tanto. Un "popolo" abituato a correre agli appelli anche quando è stanco e a rispondere sempre e comunque come un riflesso condizionato ad ogni stimolo che sia identitario. E' il "popolo" che ha eletto Bersani Segretario anche se giurava di odiare D'Alema ed è lo stesso "popolo" che poi smentisce con soddisfazione Bersani quando cerca di dargli una "Linea che non
c'è" pur di dirgli che loro sono ancora più "di sinistra". E' il "popolo di Vendola", ne è lui il Leader naturale, ma lo stesso Nichi
aspirava a molto di più un tempo o meglio questo ha voluto farci credere per poi dimostrare che così non è. Infatti questo "popolo" gli consentirà di ritagliarsi uno spazio politico a sinistra del PD. Uno spazio che alcuni nel PD si augurano di veder crescere e di poterglielo presto lasciare, così da levar loro ogni imbarazzo di moderazione opportunistica e interessata. E' il Partito degli Amministratori che da sempre lavora dentro il PD e contro il progetto di un PD maggioritario. Non vedono l'ora di poter fare un pentapartito Fini UDC Rutelli PD e SEL. E a questo gioco ci stanno tutti! Nessuno escluso. Lo hanno dimostrato anche i Forum appena conclusosi a Bari con D'Alema e Vendola già vestiti del loro ruolo.

Tiro allora le mie conclusioni e provo anche a rilanciare la posta:

1) la vittoria di Pisapia a Milano è la vittoria delle Primarie e quindi del PD come nuovo Partito per la democrazia partecipata (che è una cosa seria di cui si discute in tutto il mondo... tranne che nel
PD!);

2) Pisapia è un "moderato", già candidatosi con la sinistra radicale ma come indipendente. E' la miopia del PD di oggi e delle sue componenti storiche di ieri a regalarne il successo a Vendola. Se le Primarie si fossero svolte in altro clima la sua sarebbe stata una vittoria del PD e di sicuro avrebbe trascinato al voto un elettorato diverso da quello "identitario" che ha richiamato Vendola e che nei numeri non è incoraggiante (77.000 in tutta Milano... sic!);

3) bene ha fatto la Direzione milanese del PD a dimettersi. Non come quella pugliese dopo la sconfitta tragica di Boccia! Se Sergio Blasi si fosse dimesso avrebbe consentito un rinnovamento del Partito in Puglia mentre così rimane schiavo lui stesso da una parte dei veti incrociati delle minoranze e dall'altra dei condizionamenti di una maggioranza a sua volta minoritaria nella società civile sul piano del voto d'opinione (che in politica ha il suo peso se non si vuole dipendere dai capibastone dei pacchetti di voti che poi finiscono per ricattarti e condizionarti su tutto). Ovviamente oggi non si prospettano affatto dimissioni e nessuno le invocherebbe più ma resta da augurarsi che il Segretario Regionale in Puglia vada avanti nella strada intrapresa con i Forum facendone solo l'inizio di un processo senza rete di sicurezza e non la messa in scena di un copione triste quale quello a cui abbiamo assistito nel suo epilogo politico con D'Alema;

4) la sconfitta a Milano è una sconfitta di tutta la Direzione del PD. Di fronte alla chiara espressione di Nichi Vendola che la sinistra prima di parlare di alleanze deve definire una propria identità le sconfitte ieri in Puglia e oggi a Milano mettono in discussione non tanto Bersani quanto la sua Segreteria politica e la linea scelta - dopo il Congresso! - di lavorare PRIMA alle alleanze e DOPO al programma. Questa linea l'elettorato del PD la sta contestando ma il PD continua a proporla oggi per bocca di Rosy Bindi, per esempio, che ipotizza una coalizione anche con Fini per le prossime elezioni "e il nostro elettorato lo capirà...". Ne sei proprio sicura Rosy?

5) questo "popolo di sinistra" sopra descritto resta immaturo e incapace di essere egemone, legato com'è alla nostalgia di una
identità perduta, incapace com'è di uscire dalla tragedia del secolo breve di cui egli stesso è complice responsabile sino a quando non fa un bagno di umiltà dei propri retaggi ideologici. Perché questo avvenga occorre un processo di partecipazione che lo faccia calare sui problemi concreti. Il rischio è che oggi questo "popolo di sinistra" ci faccia perdere ancora ma è un rischio che si deve iniziare a correre. L'unico antidoto è non abbandonarlo al messianismo vendoliano, vuoto di contenuti concreti. L'antidoto è già nei nomi di Pisapia e di Segrè, nella loro autocandidatura fuori dagli apparati del PD, nel seguito che potevano suscitare nella società civile. Una società desiderosa di tornare ad essere società politica, rendendo giustizia a questa avvilente separazione che lo stesso linguaggio ormai testimonia;

6) in Puglia ancor più che altrove si avverte ormai il limite dell'esperienza Vendoliana. Essa coniuga la promessa messianica con
una sostanziale povertà di contenuti reali se non quelli di una "buona amministrazione della cosa pubblica" anch'essa vissuta come pura retorica moralistica e non come derivato pratica di una "prassi". Vi è insomma un limite di coraggio politico in Vendola, un limite che è tutto scritto anche nella sua biografia politica. L'appello identitario è costruito come abito per coprire un vuoto di elaborazione politica. Vendola ripropone niente più che il welfare, uno stato sociale da contrapporre a quello liberale tanto più quanto più è possibile. Il resto, il web, internet e tutto quello di cui si parla e si associa a lui, è usato come strumento di marketing politico. Nessuna elaborazione sulla democrazia partecipata, nessuna elaborazione da liberale di sinistra anche su temi che gli potrebbero essere congeniali come la plutocrazia perché liberale Vendola non lo è proprio. Preferisce sognare "mondi nuovi" e proporre come scenario politico l'occupazione del potere, da buon socialdemocratico del primo '900. L'incapacità di Vendola di moblitare ed entusiasmare oltre il "popolo di sinistra" è tutta dentro questo limite politico, testimoniato dal suo stesso linguaggio evocativo, buono per alcuni ceti medi intellettuali ma non per il paese reale, quello dei ceti produttivi;

7) un nuovo Partito non può dunque prescindere dal "popolo di sinistra" perché questo ne è il cuore ma non può nascere dai riflessi identitari quanto invece da nuove vitalità sociali e giovanili. La grave responsabilità storica delle componenti fondative del PD che sono i residui delle due principali esperienze politiche della prima repubblica è evidente. Hanno lasciato entrambe (ex PCI ed ex DC) i loro "popoli" senza strumenti, temendo che questi avrebbero potuti essere diretti contro loro stessi, come sarebbe stato giusto vista l'assenza di una guida politica nel processo di trasformazione, compiuto nel nome del semplice trasformismo. Occorre dunque rottamare ma per farlo occorre costruire l'auto nuova, una nuova classe dirigente. E per farlo occorrono strumenti nuovi, occorre un Partito ma diverso, occorre un processo di selezione democratica di cui si sono appena abbozzate le basi ma su cui ci si è arenati subito. Non basta dire Primarie. Occorre crederci e costruirgli intorno un metodo
di lavoro. Lo stesso per i Forum!

8) fino a quando il PD continuerà ad essere il Partito della Costituzione come oggi ha detto Bersani definendo cosa è essere di
sinistra non avremo messo nemmeno il primo mattone. Il PD deve essere il Partito che prefigura una nuova Costituzione che non rinneghi la prima ma che rinnovi lo spirito costruttivo all'altezza dei tempi che fu dei padri costituenti. Non è questa una partita da lasciare ai propri avversari politici. Non si gioca di rimessa su questo tema come
se nessun altro.

Lascio questo messaggio nella bottiglia, lo getto nel mare del web e torno alle mie occupazioni. Il PD per ora non mi offre molto di più! Anche per questo ho troppe cose da dire non sapendo nemmeno dove dirle e a chi... nonostante una tessera, un Circolo territoriale e un Gruppo di discussione non ufficiale ma tollerato (i Volunteers)...

Bari, 16 novembre 2010
A domani!

A Wanda Lograno, Selma Bellomo e altri 2 piace questo elemento.

Manuel Santoro Caro Angelo, penso si potranno avere punti di discussione e di collaborazione con i Volunteers sui punti da te
descritti.

Claudia Battafarano Ci sono spunti interessanti, mi riprometto di leggerlo domani a mente lucida, ma ribadisco il concetto a te noto: la sintesi non è il tuo forte! :-)

Mario Michele Pascale Concordo. Parole sagge.

Salvatore Sparapano Io le dimissioni di Blasi continuo ad invocarle...ma a parte questo, si potrebbe solo aggiungere che tra i
"paradossi" vi è che la attuale dirigenza del PD che non crede allo statuto del partito. E' legato ancora alla idea del partito fatto
dalle sezioni (o "circoli") che seguono la linea dettata dall'alto ossia dalla segreteria. Del resto ciò è coerente con una "nomeclatura" che si autolegittima da sè oramai da decenni. Ed anche SEL non fa eccezione ed anzi sta messa peggio. Essere un "volunteers" significa anche seguire paradigmi che siano opposti a tutto questo.

De Cesare Paolo Luigi Mi dispiace Salvatore ma i titolati a chiedere le dimissioni di Blasi sono gli iscritti al PD. Possono cambiare
l'amministratore di una ditta i soci di quella ditta. Per il resto sono abbastanza d'accordo. Adesso non ci resta altro che finire il
giro e incontrare i segretari di tutti gli altri partiti:Idv, Sel, Verdi, Rifondazione, Radicali e Psi e spiegare loro che forse avrebbero convenienza a darsi da fare per un Partito Federale, per uno Stato Federale, per un sistema Bipolare, Bipartititico e Uninomnale preceduto da primarie per Legge, accompagnato da semplificazioni nella possibilità di indire referendum circoscrizionali,comunali, provinciali, regionali, nazionali, compresi i referendum propositivi e abrogativi di Leggi fiscali.

De Cesare Paolo Luigi ho messo unn link sui pastori sardi sul gruppo ADV..se perdono loro perdiamo tutti.

Filippo Coppola Le primarie furono pensate per un partito a vocazione maggioritaria,aperto all'esterno,interclassista in grado di
intercettare consensi in ogni ceto sociale. Se il PD e', come e', un partito identitario e di sinistra che parla soltanto al solito
elettorato di riferimento, se la competizione con Vendola si gioca su quel terreno di rappresentanza ,gli elettori di sinistra preferiscono Nichi (e' piu' originale, oltre che al fatto che ha maggior fascino). Per battere alle primarie gli ex rifondaroli i candidati del PD devono avere una forte caratterizzazione civica e aperta all'esterno, devono apparire autonomi e liberi dalle segreterie di partito e soprattutto con un forte profilo innovativo e riformista. Spero che dopo Milano a Bersani non venga in mente di eliminarle le primarie per evitare di fare ancora brutte figure.

Salvatore Sparapano Bene e tu che sei "titolato" le chiedi o no le dimissioni di Blasi ? Perchè fino ad ora non ho compreso la posizione in merito. Per inciso: non ho bisogno di alcun "titolo" per chiedere alcunché a chicchessia.

Salvatore Sparapano Nel merito: i referendum su leggi fiscali sono vietati dalla costituzione ( e ci mancherebbe). Sul "giro" dei
"prefissi telefonici" non saprei a che servirebbe. Piuttosto: apriamo discussioni con chi rappresenta per davvero le forze produttive come gli ordini professionali e le associazioni di categoria e studiare un "piano di lavori" inn comune a livello regionale in tema di amministrazione, economia, ambiente, agricoltura ecc.

Wanda Lograno dissento solo sulla tua opinione in merito ai forum, ai quali non ti ho visto presente...spero tu sia solo sfuggito alla mia attenzione. Il metodo è stato portanto avanti da professionisti "asettici" e tutto il lavoro è stato consegnato nelle mani del segretario e della Direzione, peraltro non è una conclusione ma solo un'inizio, o almeno spero che verrà inteso così.

Cecilia Ranieri grazie Angelo......spero di vederti presto!!!!!

Angelo Amoroso d'Aragona ‎@ Wanda. Ciao Wanda, piacere di leggerti e grazie. Non mi hai visto perché ero a Catania il 6 al Forum tematico a cui avevo deciso di dare il mio contributo e il 13 a Sanremo al Premio Tenco per lavoro. Ti assicuro che però ho partecipato più di tanti "presenti". Come Volunteers abbiamo incontrato De Santis e garantito il massimo sostegno che abbiamo dato anche da qui (ndr: facebook). Inoltre io ho scritto una relazione (lunga ovviamente!) che trovi tra le mie Note per il Forum sull'Innovazione sull'intervento regionale nel settore Cinema. Quindi NON DISSENTI AFFATTO ma sono stato forse
poco chiaro io. La pensiamo proprio uguale. Il mio appunto era sui "professionisti asettici" ma al contempo come Volunteers siamo tutti concordi che si deve dare una mano a farlo diventare un punto di inizio, difetti a parte.

NOTA (aperta a tutti) SU PROFILO FACEBOOK COPIATA E INCOLLATA CON I COMMENTI SINO ALLE ORE 10,00 DEL 17 NOV 2010

12 novembre 2009

LETTERA AL SEGRETARIO DEL PD DI PUGLIA


Caro Segretario del Partito Democratico di Puglia Sergio Blasi,
noi iscritti, simpatizzanti ed elettori del PD ti scriviamo questa lettera aperta per chiederti di compiere un gesto di coraggio, dando prova della novità politica che il PD, dopo questo Congresso, vuole rappresentare anche in Puglia. Ridare slancio – come tu scrivi - a quel “laboratorio originale, frutto dell’incontro virtuoso tra la politica e la società” richiede oggi un gesto di coraggio e noi ce l’aspettiamo in primo luogo da te.

Quanto da te scritto nel Programma per il PD pugliese, sulla necessità di ricorrere per le cariche monocratiche alle Primarie, e l’esperienza di democrazia e di confronto partecipato di cui il PD negli ultimi mesi, proprio attraverso le Primarie, ha saputo dar prova a tutto il Paese stride con le notizie che ci giungono, ogni giorno, di trattative per le prossime elezioni regionali svolte al chiuso delle Segreterie dei Partiti e soltanto intente a contare il numero dei voti che ogni lista può portare in cambio di questo o quel accordo sulle posizioni di potere. Non è questa la politica che vogliamo. Per la scelta del prossimo Candidato vogliamo che si discuta di Programmi e di impegni che nel prossimo mandato ci si assume con l'elettorato. Noi firmatari di questa lettera siamo convinti, al contrario, che evitare le Primarie tradisca solo la paura di perdere consensi qualora ci si sottoponesse all'esame spietato che ogni competizione vera porta con sé. E' invece lo “spettacolo della politica di palazzo” che sta già iniziando a danneggiarci e ti invitiamo quanto prima a fermarlo, anche per evitare che la Puglia sia svenduta sui tavoli di trattative nazionali.

E' giunto il momento che il Partito Democratico non solo si assuma la responsabilità piena d'essere la principale forza politica della coalizione ma si faccia anche forte del suo primato e della sua originalità per questa esperienza unica in Europa delle Primarie.

Caro Segretario, noi firmatari con questa lettera ti chiediamo di fissare la scadenza per la presentazione dei Candidati, invitando per altro alla prima candidatura il Presidente uscente Nichi Vendola. Contemporaneamente si invitino le forze politiche interessate ad entrare in coalizione a presentare proprie Candidature a questa competizione leale e partecipata, unitamente ad un loro Programma, oppure a convergere su quelle già esistenti. Candidature vere che potranno nascere anche all’interno dello stesso Partito Democratico perché differenti nel Programma.

Caro Segretario, è per il peso che nelle Primarie vere tornano ad avere i Programmi di governo che noi firmatari chiediamo al Partito Democratico di Puglia di non fermarsi solo ad indire le Primarie ma di contribuire da subito con una proposta politica radicalmente riformatrice in settori chiave quali i grandi Enti pubblici, le Aziende Pubbliche, le Fondazioni, l’Acquedotto Pugliese e, non ultimo, il Sistema Sanitario, dove, come tu hai detto nell’intervento in Assemblea Regionale, "Il PD deve farsi protagonista di un’azione legislativa che impugni il machete e spezzi le relazioni tra la politica e la gestione della Sanità. Deve farlo mettendo in campo la sua credibilità attraverso la separazione netta fra l'interesse degli imprenditori e la gestione del potere".

Occorre quindi tradurre queste parole in un’azione programmatica condivisa con il coinvolgimento dei cittadini e degli utenti anche nella proposizione di appositi strumenti legislativi, non ultimo con una Legge Regionale che renda legali, come in Toscana, le Primarie per l’elezione delle cariche e dei candidati. Tutto questo nel segno sia del “federalismo progressista”, che deve vederci rilanciare la sfida della modernizzazione del Sud, sia della sussidiarietà come “protagonismo nella gestione dei poteri” in alternativa a vecchi e nuovi statalismi.

Se il Partito saprà usare l’occasione delle Primarie anche per mettere in moto questo processo di ascolto e radicamento sul territorio avremo vinto insieme due sfide: quella elettorale e quella del rilancio nel prossimo futuro della Puglia come laboratorio politico originale di “Regione d’Europa”. Sono le tue parole e noi vogliamo vederle messe in pratica.

Ti invitiamo pertanto, con calore e solidarietà, ad agire tempestivamente e con un gesto di discontinuità sullo spettacolo presente che la politica offre agli italiani ma di continuità con quella Primavera pugliese che vide vincente sia il Governatore Nichi Vendola sia il Presidente del PD di Puglia Michele Emiliano. Chiunque dei candidati sarà vincente alle Primarie per le Regionali 2010 sarà vincente anche alle elezioni. Ne siamo convinti.

PER FIRMARE QUESTA LETTERA ENTRO IL 22 NOVEMBRE 2009 CLICCA QUI OPPURE SCRIVI UN COMMENTO QUI SOTTO

16 luglio 2009

L'ENNESIMO AUTOGOL DELLA NOMENKLATURA DEL PD

Mi ero già schifato per le motivazioni con cui avevano detto no a Marco Pannella. Oggi la scena si ripete. Io da ieri sono Militante del PD, circolo Madonnella di Bari, lo stesso dell'Arci Gay, di Paola Concia ma anche di Luigi Quaranta e di tanti Eco Dem. Qualsiasi esperto di comunicazione avrebbe pagato per una incursione di Beppe Grillo dentro il PD, non poteva che portare benefici e conclamare un interesse della società civile per il PD come unica risorsa per il paese che vuole cambiare e diventare moderno ed europeo. Invece no. Loro, la nomenklatura, il paese lo vuole solo "governare", diciamo così e ci siamo capiti. Cosa si portano a casa ora? Un ennesimo autogol! Migliaia di ragazzi che vogliono solo legalità ed ecologismo vero ora si leggeranno divertiti questa ennesima invettiva del nostro comico e staranno sempre più alla larga dal PD. Eppure sono proprio loro il popolo naturale del PD. Il populismo di Beppe Grillo o la sua speculazione commerciale non c'entrano nulla. Sono il risultato di questa miopia. Ecco la nota che oggi diffonde in rete Grillo. Qualcuno può dargli torto. Io no! Allora mi dico: ma non c'è un solo Circolo del PD in ITALIA che non abbia il coraggio di disobbedire e offrire la tessera a Grillo? E' possibile che il popolo del PD sia così silente e gregario? Da oggi cercherò di capirlo dall'interno. Intanto vi dico che è nata una Rete delle Rose Rosse del PD che non ha alcun burocrate tra i piedi e non intende derogare alla sua voglia di politica vera, per un partito che sia realmente rappresentativo e che torni a parlare di politica. Abbiamo iniziato a Manfredonia, qualcuno ci ha chiamato l'oro del Silento perché siamo l'unica ricchezza del PD, quelli che vogliono un partito federale di massa della sinistra riformista italiana, aperto quindi a tutte le sue componenti storiche. O siamo anche noi OSTILI AL PD? Ci trovate su facebook e ci stiamo costruendo anche un nostro social network http://reteroserossepd.ning.com/. Se sei interessato iscriviti.
Ecco intanto la nota di Grillo:

NOTA DI BEPPE GRILLO
La commissione di Garanzia del PD mi ha lanciato una fatwa: "Non e' possibile la registrazione di Beppe Grillo nell'anagrafe del Pd poiche' egli ispira e si riconosce in un movimento politico ostile al PD. La delibera verra' resa nota sul sito nei prossimi giorni''.
In una sola frase hanno ammesso che:
1. esiste un movimento politico popolare
2. tale movimento è "ostile" al PD
3. se un cittadino può iscriversi o meno al PD (dove D sta per Democratico) lo decide una fantomatica commissione di Garanzia, non lo Statuto
Il "Movimento Politico Ostile" è ostile forse perché il suo programma è alternativo a quello del PDL? Mentre quello del PD è invece uguale a quello del PDL?.
Il PD è ostile alle rinnovabili, ostile al ripristino della votazione diretta del candidato, ostile al Parlamento Pulito, ostile a rifiuti zero, ostile alla diffusione della Rete e al suo accesso gratuito, ostile all'acqua pubblica, ostile a un massimo di due legislature per deputati e senatori, ostile alle inchieste di De Magistris e della Forleo, ostile a tutti i temi trattati nella Carta di Firenze.
Il PD è invece favorevole agli inceneritori, all'indulto di buona memoria, alle concessioni per tre televisioni nazionali regalate da D'Alema e da Violante allo psiconano, all'occupazione del partito da parte di un'oligarchia, all'acqua privatizzata, ai conflitti di interesse, alle centrali nucleari, alla militarizzazione di Vicenza con il raddoppio della base Del Molin, al Lodo Alfano, ai contributi all'editoria, all'occupazione della RAI da parte dei partiti.
Il "Movimento Politico Ostile" è l'esatto contrario del PD a livello di programma, se si può parlare di programma per il PD e non di scelte tattiche di un manipolo di persone in cerca di occupazione. Ricordo, ad esempio, che Fassino e sua moglie hanno accumulato 13 legislature. Quanti milioni di euro ci sono costati e con quali risultati per i cittadini?
Il "Movimento Politico Ostile" è ostile solo nei confronti di una ventina di persone, da Bersani alla Melandri, che si arrogano di rappresentare la volontà di milioni di italiani e disprezzano la società civile che ha partecipato ai Vday e che ha eletto quaranta consiglieri nei Comuni con le Liste a Cinque Stelle.
Il "Movimento Politico Ostile" non è ostile verso chi vota PD, non è ostile all'insegnamento di Berlinguer.
Il "Movimento Politico Ostile" è ostile a un gruppo ristretto di persone che come i maiali nella "Fattoria degli animali" sono animali più uguali degli altri e sfruttano la buona fede e la mancanza di alternative di milioni di cittadini per bene, è ostile a chi mette il ladro Bottino Craxi nel suo Pantheon privato.
Io non sono stato tesserato, non sono degno, non posso candidarmi con un programma a segretario. Lo ha deciso una commissione. Chi ha eletto questa commissione? Chi ne fa parte? Chiedetelo al segretario Giampietro Sestini, mail: giampietrosestini@yahoo.it.
Una domanda a Bersani: "Bassolino inquisito a Napoli come sta? E Carra condannato in via definitiva è un vostro deputato?". Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure
Beppe Grillo

09 novembre 2008

OBAMA MARKETING? NO, NON BASTA

Molto interessante e giusto l'articolo di MediaMeter sul marketing elettorale di Obama. In questi studi vi è sempre però un difetto di fondo: il riduzionismo. Un punto di vista specialistico che riduce il fenomeno a se stesso. Obama invece va letto con diversi strumenti per poterne ridare poi tutta la complessita. Restando comunquer nel campo del marketing politico bisognerebbe aggiungere già alcuni elementi: 1) il messaggio era diretto alla "nazione" e non ad una parte di essa (interclassismo). In particolare alle classi medie ma saldando con loro quelle meno agiate. I repubblicani sono stati schiacciati su posizioni invece "populiste" ma come ultima spiaggia. La scelta di Sarah Palin era perfetta ma era un rilancio tardivo come appunto ci spiega l'articolo di MediaMeter. Coerente comunque con la candidatura McCain che a sua volta appariva come una risposta non convinta dei repubblicani all'onda del "cambiamento" messa in moto da Obama. Mentre da noi il populismo di Berlusconi è stato la prima mossa, in USA è stata la mossa di risposta. E fin qui la sindrome della Pepsi descritta da MediaMeter. Solo che in queste impostazioni riduzioniste dove vince chi ha la campagna giusta ci si dimentica di analizzare il contesto sociale, in pratica si sottovaluta sempre il valore in se del contenuto in vendita. Con Obama il prodotto era genuino perché genuina la società civile che in lui ha trovato espressione. Non a caso il populismo in America non paga e in Italia ed Europa sì. Il populismo in America lascia le persone a casa, non le mobilita. Mette una distanza netta tra la stanza dei bottoni e chi vive di cose concrete e quotidiane che trova sano solo tenere alla larga da se lo Stato e quindi non partecipa. Il messaggio di McCain/Palin anti Washington non pagava proprio per questo. Al contrario l'interclassismo di Obama, con un appello chiaro e netto alle classi medie come fondamernto della democrazia, finiva per mobilitare anche i meno agiati e le energie pronte a mobilitarsi. Capire Obama vuol dire capire cosa finalmente ha portato al voto milioni di persone che sino ad ora ignoravano lo strumento politico nella loro vita. In termini di marketing si tratta di aprirsi un mercato che non c'è e a questa domanda l'articolo non da risposte. 2) Il messaggio di cambiamento non buttava fuori nessuno, per intenderci non era lo "smetti di guidare perché mi fai schifo" della passata campagna democratica sotto l'icona mediatica di Michael Moore (cfr. il nostrano antiberlusconismo compresa l'ultima idiozia mediatica di Camilleri o l'insistere sulla oggettiva natura buffonesca di Berlusconi) bensì "stai andando dalla parte sbagliata e finiamo tutti nel pantano, fai guidare me che conosco la strada e sono più bravo e fresco di mente". Non è un caso che tra i messagi paralleli creati dai sostenitori di Obama, contrariamente da quanto accade da noi, quelli vincenti non erano quelli Anti ma quelli Pro. Dei due video rappati di Yes We Can quello anti McCain non ha fatto storia (con tanto di giochi di parole sul suo essere un guerrafondaio ecc.). Quello che ha girato il mondo è quello con Obama e il suo messaggio per chi capiva l'inglese era che democratici e repubblicani ora dovevano unirsi per uscire dal pantano, che era il momento di dare una svolta al paese, uniti. Obama si è collocato nel mezzo molto più della Clinton e questo ha rotto anni di teoria di marketing politico che dicevano che per vincere in un sistema bipolare conta conquistare una minoranza agguerrita che fa la differenza, avendo entrambi un elettorato stabile e più o meno paritario. Invece Obama ha creduto in fondo nella democrazia e ha puntato a conquistare tutti, una sorta di "via di mezzo". Quindi chiarezza del messaggio, coerenza e stabilità vanno visti insieme alla natura politica del messaggio e al corpo sociale che è in grado di mobilitare. 3) I mezzi utilizzati. Quella di Obama è un grande evento mediatico, direi un punto di svolta epocale per il nostro tempo perché ha coinvolto il villaggio globale e lo ha fatto utilizzando internet. Non è cosa da poco! Tutto il mondo ha votato Obama e gli americani votando Obama si sono sentiti come non mai motore progressivo del mondo. Forma e Contenuto come sempre vincono quando onestamente sono la stessa cosa! Obama ha messo in rete intorno a se milioni di persone e tra questi tantissimi elettori reali che venivano privilegiati ricevendo notizia delle sue mosse politiche e non, in anticipo anche rispetto ai mezzi stampa. Una novità assoluta nel mondo della comunicazione. Prima di recarsi a Grant Park Obama ha lanciato un messaggio diretto a migliaia di suoi sostenitori, non so se con facebook o altro, parlando loro in prima persona per ringraziarli di aver reso possibile la vittoria. Solo dopo ha annunciato la cosa alla stampa. Il popolo di Obama ha esultato prima di tutti. Il cuore della comunicazione da oggi è nel contatto diretto, è in Facebook e non nelle Agenzie Stampa, queste vengono dopo. L'oligarchia della Stampa viene superata e la Politica passa al primo posto. E' la fine del Citizen Kane di Welles, del Quarto Potere e così via. Ma ancora una volta non è solo una rivoluzione di forma. In questi giorni Obama sta inaugurando un sito che si chiama appunto "change" che funzionerà come un social network delle sue scelte politiche. Chiunque si iscriverà non solo saprà in tenpo reale delle sue decisioni (quelle che lui ripetutamente ha detto "io sbaglierò molte cose e quindi ascolterò le critiche" - grande!) ma potrà dire cosa si può fare secondo lui per questo o per quell'altro. Ed ecco dunque che una nuova stagione di strumenti politici insieme diretti e assembleari e indiretti e rappresentatiti sta per nascere... Non siamo stati capaci nel nostro piccolo di farlo a Bari e in Puglia. Ecco da chi dovrebbero prendere esempio i nostri Emiliano e Vendola. Non bastano cari amici di Proforma le belle e simpatiche campagne pubblicitarie, ci vuole poi anche il prodotto da vendere e il coraggio di costruirlo fresco, originale e vero. 4) Possiamo dire infine che non è affatto vero che la vittoria di Obama sia dovuta ad una giusta campagna di marketing politico. La stessa campagna in Italia forse non avrebbe prodotto esito. A vincere con Obama è l'America e il sistema americano. Obama ha vinto infatti quando ha sconfitto la Clinton ossia ha vinto prima dentro il suo Partito con un processo lungo e doloroso. E' stata quella la sfida più difficile e dove contro di lui si sono giocate le mosse più sleali (soltanto riprese da McCain ma già sfoderate durante le primarie). Obama non è il candidato di una lista civica o di un partito che ne simula le dinamiche come in Italia Forza Italia, la Lega e l'Italia dei Valori, tutte nate da dinamiche di "anti-politica". AL contrario Obama nasce dentro una tradizione politica e la rinnova, la rilegge, giustamente portando i commentatori a paragonarlo a Roosvelt ancor più che a Kennedy. Dentro AN o il PD questo non potrà avvenire. In Italia e credo in buona parte dell'Europa (Gran Bretagna e Spagna escluse?) i partiti non hanno più lo stesso valore e la scelta dei candidati, quindi il meccanismo stesso di rappresentanza, non ha la stessa vitalità che in USA. Per tornare al marketing è come se in USA c'é un vero libero mercato della politica che consente quindi ad una campagna pubblicitaria, se indovinata e con i soldi, di posizionare un prodotto nuovo e farlo vincere anche se parte svantaggiato. Da noi no, non c'é un vero libero mercato della politica. E' noto a tutti che in America vince chi ha i soldi e che Obama ne ha raccolti più di tutti. Qui sarebbe stato un argomento contro di lui, in USA è stato un argomento vincente. Se raccoglieva soldi voleva dire che piaceva ed è vero che ha raccolto fondi con piccoli contributi da tutti ma non solo quelli. Perché non dimentichiamolo gli USA sono anche la nazione delle Lobbies legali e dichiarate. Insomma la campagna di marketing di Obama era giusta ma ha funzionato perché il sistema consente una libera concorrenza politica e perché il prodotto era più buono. 5) Ultima considerazione: dire in politica che un prodotto è più buono degli altri vuol dire che esso rappresenta al meglio un pezzo maggioritario di società civile. Questi sono però quelli che nel marketing sono solo dei consumatori. In politica non è proprio così. I consumatori sono anche produttori del prodotto Obama. Obama ha saputo credere in questo ed ha vinto le oligarchie del suo stesso partito. Per questo siamo qui a parlarne, ormai dimenticandoci sia del colore della pelle sia del nome musulmano. Questi ultimi non sono messaggi mediatici da poco e basterebbero da soli per parlare di lui. La cosa straordinaria è che Obama ci ha fatto dimenticare anche di questo. Oggi ho visto ad MTV una manifestazione di premi di musica rock e tuti portavano la t-shirt di Obama. Lui ormai è un'icona pop, è già nell'Olimpo dei Dei e dei Miti iconizzati da Andy Wharol. Sino ad oggi era successo solo con miti eversivi quali Che o Mao, nemmeno Kennedy vi era entrato. Obama si e per la politica è una novità assoluta e molto complessa da analizzare.

13 febbraio 2008

IT'S TIME TO CHANGE. IT'S TIME FOR OBAMA



It was a creed written into the founding documents that declared the destiny of a nation.
Yes we can.
It was whispered by slaves and abolitionists as they blazed a trail toward freedom.
Yes we can.
It was sung by immigrants as they struck out from distant shores and pioneers who pushed westward against an unforgiving wilderness.
Yes we can.
It was the call of workers who organized; women who reached for the ballots; a President who chose the moon as our new frontier; and a King who took us to the mountaintop and pointed the way to the Promised Land.
Yes we can to justice and equality.
Yes we can to opportunity and prosperity.
Yes we can heal this nation.
Yes we can repair this world.
Yes we can.
We know the battle ahead will be long, but always remember that no matter what obstacles stand in our way, nothing can stand in the way of the power of millions of voices calling for change.
We have been told we cannot do this by a chorus of cynics...they will only grow louder and more dissonant ........... We've been asked to pause for a reality check. We've been warned against offering the people of this nation false hope.
But in the unlikely story that is America, there has never been anything false about hope.
Now the hopes of the little girl who goes to a crumbling school in Dillon are the same as the dreams of the boy who learns on the streets of LA; we will remember that there is something happening in America; that we are not as divided as our politics suggests; that we are one people; we are one nation; and together, we will begin the next great chapter in the American story with three words that will ring from coast to coast; from sea to shining sea --
Yes. We. Can.

Celebrities featured include: Jesse Dylan, Will.i.am, Common, Scarlett Johansson, Tatyana Ali, John Legend, Herbie Hancock, Kate Walsh, Kareem Abdul Jabbar, Adam Rodriquez, Kelly Hu, Amber Valetta, Eric Balfour, Aisha Tyler, Nicole Scherzinger and Nick Cannon

L'AUTORE DEL BRANO SCRIVE:
"I was sitting in my recording studio watching the debates...
Torn between the candidates
I was never really big on politics...
and actually I’m still not big on politics...
but 4 years ago, me and the black eyed peas supported Kerry...
And we supported Kerry with all our might...
We performed and performed and performed for the DNC...
doing all we could do to get the youth involved...
The outcome of the last 2 elections has saddened me...
on how unfair, backwards, upside down, unbalanced, untruthful,
corrupt, and just simply, how wrong the world and "politics" are...
So this year i wanted to get involved and do all i could early...
And i found myself torn...
because this time it’s not that simple...
our choices aren’t as clear as the last elections ...
last time it was so obvious...
Bush and war VS no Bush and no war...
But this time it’s not that simple...
and there are a lot of people that are torn just like i am...
So for awhile I put it off and i was going to wait until it was decided for me...
And then came New Hampshire...
And i was captivated...
Inspired...
I reflected on my life...
and the blessings I have...
and the people who fought for me to have these rights and blessings...
and I’m not talking about a "black thing"
I’m talking about a "human thing" me as a "person"
an American...
That speech made me think of Martin Luther King...
Kennedy...
and Lincoln...
and all the others that have fought for what we have today...
what America is "supposed" to be...
freedom...
equality...
and truth...
and thats not what we have today...
we think we are free...
but in reality terror and fear controls our decisions...
this is not the America that our pioneers and leaders fought and
died for...
and then there was New Hampshire
it was that speech...
like many great speeches...
that one moved me...
because words and ideas are powerful...
It made me think...
and realize that today we have "very few" leaders...
maybe none...
but that speech...
it inspired me...
it inspired me to look inside myself and outwards towards the world...
it inspired me to want to change myself to better the world...
and take a "leap" towards change...
and hope that others become inspired to do the same...
change themselves..
change their greed...
change their fears...
and if we "change that"
"then hey"..
we got something right...???...
1 week later after the speech settled in me...
I began making this song...
I came up with the idea to turn his speech into a song...
because that speech effected and touched my inner core like nothing in a very long time...
it spoke to me...
because words and ideas are powerful...
I just wanted to add a melody to those words...
I wanted the inspiration that was bubbling inside me to take over...
so i let it..
I wasn't afraid to stand for something...
to stand for "change"...
I wasn't afraid of "fear"...
it was pure inspiration...
so I called my friends...
and they called their friends...
in a matter of 2 days...
We made the song and video...
Usually this process would take months...
a bunch of record company people figuring out strategies and release dates...
interviews...
all that stuff...
but this time i took it in my own hands...
so i called my friends sarah pantera, mike jurkovac, fred goldring, and jesse dylan to help make it happen...
and they called their friends..
and we did it together in 48 hours...
and instead of putting it in the hands of profit we put it in the hands of inspiration...
then we put it on the net for the world to feel...
When you are truly inspired..
magic happens...
incredible things happen...
love happens..
(and with that combination)
"love, and inspiration"
change happens...
"change for the better"
Inspiration breeds change...
"Positive change"...
no one on this planet is truly experienced to handle the obstacles we face today...
Terror, fear, lies, agendas, politics, money, all the above...
It’s all scary...
Martin Luther King didn't have experience to lead...
Kennedy didn't have experience to lead...
Susan B. Anthony...
Nelson Mandela...
Rosa Parks...
Gandhi...
Anne Frank...
and everyone else who has had a hand in molding the freedoms we have and take for granted today...
no one truly has experience to deal with the world today...
they just need "desire, strength, courage ability, and passion" to change...
and to stand for something even when people say it's not possible...
America would not be here "today" if we didn’t stand and fight for
change "yesterday"...
Everything we have as a "people" is because of the "people" who fought for
change...
and whoever is the President has to realize we have a lot of changing to do
I'm not trying to convince people to see things how i do...
I produced this song to share my new found inspiration and how I've been moved...
I hope this song will make you feel...
love...
and think...
and be inspired just like the speech inspired me...
that’s all...
Let's all come together like America is supposed to...
Like Japan did after Hiroshima...
that was less than 65 years ago...
and look at Japan now...
they did it together...
they did it...
"We can't?...
Are you serious..?..
WE CAN!!!
Yes we can...
A United "America"
Democrats, Republicans and Independents together...
Building a new America
We can do it...
"TOGETHER"
Please visit www.yeswecansong.com
Thank you for reading and listening..."
will.i.am

'Yes We Can' Song/Video!

Angelo sent you a link to www.yeswecansong.com <http://www.yeswecansong.com>

Check it out and spread the word!

GRAZIE AMERICA!

on February 13th, 2008 at 3:52 am
THANK YOU AMERICA! YES YOU CAN! YES WE CAN! Wonderful America, flag of a new world! I think also: Obama VS Osama! Is it possible? I hope. YES WE CAN in all the world. Thank you America, thank you Obama, thank you americans.

28 gennaio 2008

OBAMA VS OSAMA



Sino a ieri non ci avrei scommesso ma grazie alla proverbiale sagacia di Bill la candidatura di Obama rischia di diventare una cosa più che seria, rischia di diventare lui il vincente e non solo il primo vero sfidante di colore! La lobby nera è divisa su di lui ma ora sono i bianchi a preferirlo ad Hillary. La dinastia Kennedy e il Washington Post non sono pezzi da poco sulla scacchiera in gioco. Ma se i Clinton hanno tentato il colpo basso contro di lui e hanno avuto la peggio quelli che verranno lanciati dai repubblicani - se lui vince le primarie democratiche- faranno sembrare queste delle carezze. E non mancheranno le mosse nascoste, le maldicenze razziste e le paure più irrazionali. Ne sono un esempio le mail che girano in posta elettronica su Obama finto cristiano in realtà musulmano di una setta radicale fattosi cristiano per servire la causa integralista. Insomma Obama sarebbe una pedina di Osama, il virus più letale iniettato dentro il cuore del nemico americano e non solo. Fantrastico: della serie non ci credo ma è più prudente crederci. Ebbene no. E' una grande menzogna e sul sito che sfata le Leggende Metropolitane c'é già una pagina dedicata all'analisi di queste false notizie che navigano in rete. Se qualcuno le traduce in italiano avvisatemi e aiutatemi a correre ai ripari.

Ma qual'é stato l'errore dei Clinton? Quello di ricordare che Obama non fu contro la seconda guerra in Iraq. Ma ancora non hanno capito i Clinton che su questo tema i democratici non hanno nulla da vincere? Hanno fatto solo un regalo ad Obama.

E certo che se Obama fosse stato davvero un musulmano americano, non radicale ma musulmano, questa sì sarebbe stata una cosa stravolgente nello scenario della guerra internazionale con il radicalismo islamista. E così anche gli assertori della impossibilità di un secolarismo musulmano e di una sua conciliabilità con la democrazia e la laicità sarebbero stati smentiti.

A proposito di democrazia chi ha un esempio migliore di questa campagna americana delle primarie? Le primarie di Veltroni in cosa avrebbero somigliato a queste? Visto che si corre alle elezioni e che anche i Democratici italiani vorranno finalmente correre da soli non sarebbe male se questa volta recuperassero il tempo e l'occasione perduta nelle precedenti. Le inizino a fare ora le primarie i Democratici anziché nascondersi dietro i soliti poteri che andavano bene alla stagione del prodismo (Chiesa, Confindustria, ...).

Avevate un sogno ma smettetela di sognare: Yes we can! Sì, noi possiamo. Questo sì è uno slogan per vincere non queste ma le prossime elezioni.