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29 novembre 2010

SU LA TESTA!



Sei un meridionale? Un italiano del Sud? Firma l'appello e non fermarti a questo. Su la testa! Qui trovi il testo. Qui la pagina per firmare.

Questo il mio commento insieme alla firma:
Finalmente, su la testa! Ben vengano gli imprenditori quando si fanno classe dirigente e quindi si assumono l’onere di portare sviluppo e far crescere un sistema di cui si devono alimentare. Nel Meridione non accade da troppo tempo. La prima rivoluzione da fare nel Meridione è quella liberale perché contagi tutta l’Italia. Facciamo nostro il vero federalismo quello non italiano ma europeo, quello dell’Europa delle regioni. La nostra deve far rimettere i piedi nel Mediterraneo perché l’Europa nacque da un non luogo, dall’acqua, da uno spazio di incontro dove mescolare i confini, tale fu il suo “rapimento”, queste le radici da cui è nata la democrazia. Oggi l’Europa deve tornare ad essere laboratorio di democrazia partecipata e di una nuova cittadinanza. Questa la sfida che i socialisti e democratici di Europa mi auguro portino dentro la dialettica di un rinato meridionalismo nel Sud Italia. Nostre sono le radici dell’Europa e della democrazia. Le abbiamo offese per troppo tempo. Estirpiamo le parti malate e ridiamo speranza anche alle chiome del Nord che senza la nostra linfa rischiano di inaridirsi al sole.

03 giugno 2008

LEGA IN SKY WITH DAGOS

Sul multicanale 100 di SKY hanno passato tutti gli interventi a Pontida dei leader della Lega Nord convenuti al raduno annuale. Una esperienza da fare! Andrebbe trasmesso a reti unificate perché tutti gli italiani si rendano conto di come il Paese è... diviso. Sì diviso. Non voglio scandalizzarmi anche se francamente mi sono scandalizzato. Capisco però che lo scandalo sono io. Pur viaggiando, ed avendo attraversato non poche volte il Nord dell'Italia, non mi sono mai accorto della entità del fenomeno o sono volutamente stato sordo e ceco. Ricordo giusto lo stupore anni fa di sintonizzarmi su Radio Padania Libera e sentire ogni intervenuto salutare ed essere salutato dal conduttore con un "Padania Libera!". Veniva da ridere e mi viene ancora da ridere. Mi ricorda il Cornovaglia Libera di una serie comica rai degli anni '60... e di carnevalate non ne mancavano a Pontida: il poster con gli indiani d'America assimilati agli Italiani invasi dagli extracomunitari e in futuro messi in Riserva, uno vestito di tutto punto da Generale George Armstrong Custer (forse non aveva capito il senso del poster e giustamente l'aveva frainteso come invito a sterminare le Riserve Rom come un tempo il 7° Cavalleggeri con i Sioux), un altro con tanto di costume in plastica da Vikingo... elmo con le corna e spada corta inclusa...OK, lo so. E' troppo! OK lo so è vero anche il contrario, ossia che sono io che non so stare tra il popolo... Veniamo invece ai discorsi e al contenuto di questa Lega. Innanzitutto quale programma ha questa Lega Nord? Il Federalismo. Bene. La Sicurezza. Bene. La Semplificazione. Bene. Tutto bene se elementi di modernizzazione. Invece il linguaggio è populista (può il populismo accompagnarsi alla modernizzazione? non so), vecchio, basato su un pericoloso culto della personalità ossia di Umberto Bossi. Come riflessione posso dirmi che in tutto questo c'é del Post Moderno e il pensiero va però alla ex jugoslavia... Esagero? Avreste dovuto ascoltare Bossi! Per mezz'ora ha ripetuto solo una cosa: che ci sono sei milioni di padani pronti a usare le maniere forti se non passano le riforme federaliste: che la Lega è brava e buona e siccome vuole lo sviluppo vuole la pace ma che se in pace non ottiene quello che vuole allora si passa alla guerra; che i sei milioni di leghisti si devono preparare (alle armi!) e farsi sentire (con la minaccia!) perché le Riforme si fanno solo per bontà della Lega che invece - e questo lo si deve sapere - è pronta a fare la Rivoluzione! Insomma a prendere questi discorsi sul serio ci sarebbe da arrestarli tutti! A parte che sembra Mussolini che dice o mi fate governare o faccio la rivoluzione. Notoriamente in questi casi uno Stato che si rispetti risponde con la Polizia e l'Esercito! Ed è singolare che proprio coloro che parlano di Stato che si rispetti con i napoletani nella monnezza poi godano di tale impunità. La Lega inoltre non si presenta come Partito Federalista e Umberto Bossi ha letteralmente offeso quei meridionali accorsi al raduno di Pontida. La Lega è cosa solo di chi è veneto o lombardo o piemontese o ligure o emiliano... tutti gli altri via. Questo si chiama Separatismo! E le minaccie di Bossi si chiamano Guerra Civile alla pari di quella che vorrebbero scatenare i Baschi separatisti. Ebbene, lo dico io che condivido molte delle ragioni della Lega: il fondamento di tutto questo è una pagliacciata! Il verde dell'Irlanda ? Parole di Bossi: origine celtiche del popolo padano che non sarebbe italiano (campeggiava uno striscione con scritto "Padania is not Italy" e uno dei convenuti intervistato ripeteva che l'obiettivo vero della Lega era la Separazione dall'Italia)! A confronto i Neo Borbonici sono una cosa seria! Ma è il Ridicolo a fare spesso la Storia, non il contario. Peccato dunque non avere noi i Neo Borbonici a riempire le piazze e i cuori dei meridionali... Ma in nome di cosa? Della Lentezza? dello Statalismo? dell'Assistenzialismo? della Sudditanza? Fanculo Sud! W la Lega! Il loro era un Rave dell'Assurdo. Bossi si era fatto di LSD e aveva le allucinazioni (voglio proprio vedere dove sono questi sei milioni che si preparano alla rivoluzione...), loro sono i veri vincitori di questa Italia annoiata e desiderosa di diventare moderna, per il resto come in ogni storia che si rispetti vivono nel paradosso e visti da fuori sono più italiani degli italiani, sono "dagos" e lo sono forte. Quindi cantiamo con i Beatles l'inno al LSD trasformato in LEGA IN SKY WITH DAGOS... pàra - pà pà... lega in sky with dagos... pàra pà pà... aaaaaahhh ah.

25 marzo 1994

IL MARE DENTRO

Che un animale ne mangi un altro non modifica la situazione fondamentale: ogni animale è nel mondo come acqua dentro l'acqua. (G. Bataille)

L'acqua rende crudeli e la crudeltà è spesso tutt'uno con la mitezza e l'intelligenza. Carattere mediterraneo.

L'acqua è spesso un confine, un limite oltre il quale si scopre l'infinito, l'origine o l'annullamento di ogni storia: l'abisso. Allora, dentro i confini, sullo spazio di terra ferma, crescono le identità, i continenti: isole grandi o isole imperfette, che hanno bisogno di nuovo dell'acqua, dei fiumi, per ridarsi confini. Il nostro mare, no: lui è forse un limite per i nostri passi, un luogo dove fermarsi a guardare oltre, ma è un confine dentro, dove ci si ferma più per ascoltare, o per ascoltarsi dentro. Infatti noi lo sappiamo, lo abbiamo sempre saputo, oltre quelle onde, oltre quella distesa verde e azzurra che porta con sé l'idea del nulla, vi sono invece i nostri vicini, vi siamo nuovamente noi, o una nuova modulazione del nostro essere.

Un tempo il Mediterraneo era il cuore dell'universo pensato. Intorno a lui il reticolo delle strade romane. E se le strade fanno pensare al viaggiare dei nostri pensieri, il mare fa pensare al loro confondersi in un cuore indistinto di impressioni, dove le parole giocano a diluirsi se non a perdersi in un oscuro abisso che precede il linguaggio. Il mediterraneo è stato così, nell'antichità. Il tempo in cui si conosceva l'opacità della parola era il tempo in cui alle strade si preferivano le rotte di mare, il mare come reticolo di strade, da una sponda all'altra della Terra.

Intorno all'acqua v'era la Terra. E l'acqua scorreva, una grande acqua che attraversava le cose e le nutriva. Di solito, altrove, sono grandi fiumi, che attraversano il Mondo. Il mare è diverso, acqua nell'acqua, il Mondo vi si annulla per rinascere all'orizzonte. L'universo ebbe allora un cuore d'acqua, con l'infinito dentro: la profondità oscura e non definibile dell'Essere. Quell'universo aveva al centro un mite oceano: era il Mare Dentro.

Così è stato, a lungo tempo. Eppure, con la nascita dell'Europa, il mare divenne un muro di cinta. Ciò che era stato unito dovette dividersi, ed è una lunga Storia. E' la storia delle identità, dove "sono i buoni muri di cinta a fare i buoni vicini". Ma i muri non si fanno d'acqua ed il mare divenne il confine minaccioso oltre il quale spuntava l'Altro. L'Europa si disse cristiana e si fece continentale e sul suolo di terra tutta la storia ha giocato la partita delle identità. Non ultime le Nazioni, frazioni di senso dei continenti. Eppure le identità sono come le parole, per avere senso hanno bisogno di confini, di definizioni ma hanno anche bisogno della poesia e dello scambio, per non perdere la necessità ed il senno.

Perché ogni parola è una zolla di terra, ha l'acqua dentro.

Anche l'Europa potrebbe ripensarsi con il mare dentro, come alle sue origini. E lo scambio di allora potrebbe ritornare ad essere quello di oggi, ricchezza di identità, mercato della necessità. Dentro l'acqua del mediterraneo ritroveremmo l'eco di una comune appartenenza, così le identità etniche e linguistiche, religiose, culturali e territoriali che l'acqua stessa, in un rimando infinito di senso, continuerà a creare, perché luogo indifferente dove le identità si annodano e si scambiano.

...

E' quello che il cinema mi ha insegnato. Non il racconto quanto la visione delle cose. Anche il cinema ha l'acqua dentro, se lascia i confini delle definizioni, del senso, per ridare parola alle cose, nel loro Muto apparire in immagini e suoni. Il cinema come prova ontologica della poesia, il cinema come visione poetica della realtà. Il cinema con il mare dentro.

Bari, Teatro Kysmet, 25 marzo 1994
Manifesto programmatico per le "videomemorie" di Angelo Amoroso d'Aragona