L'ASSESSORE A ME
Egregio Amoroso,
punto uno: L’assessorato è stato Laforgia. Carlo Bruni è stato mio prezioso consulente, lavoratore come pochi, ma tutta la politica culturale, nel bene e nel male, è del sottoscritto! La dizione Laforgia/Bruni se la impacchetti e se la porti a casa. E sono politicamente corretto nel non consigliarle che uso farne dopo averla impacchettata. Questa fandonia offensiva mi ha francamente rotto le palle. Chiedo scusa a chi legge se sono un po’ volgare, ma c’è un limite alle calunnie che ormai sono addirittura documenti che girano per mail. Se la deve rimangiare lei e tutti quegli altri che da tempo hanno fatto una sotterranea, come fa chiunque non abbia le palle per affrontare nei luoghi della discussione i meriti delle questioni, opera di indiretta demolizione del mio lavoro, attraverso la denigrazione del mio collaboratore.
Io ho messo la mia faccia, il mio sudore, il mio lavoro, quantitativo e qualitativo, il mio impegno e il mio controllo decisivo su tutto quello che l’assessorato ha prodotto, con Bruni e senza, con i funzionari e gli operatori che sono venuti a ragionare e a fare proposte, in una attività che ha riguardato a 360° tutta la vita culturale della città per la quale sono stato a disposizione di chiunque 365 giorni all’anno per 5 anni. Sfido chiunque a provare il contrario. Non ho tempo e voglia di fare elenchi di iniziative, di continuità di progetti come mai era successo in questa Città (lo chieda pure a Pino Guario che cita), di nuove proposte culturali che si sono sedimentate e hanno trovato grande apprezzamento, di incremento degli appuntamenti della prosa, di strutturazione di progetti come Bollenti Spiriti (guarda caso proprio attraverso il lavoro tecnico di Bruni), di rilancio di premi letterari, di tutela della memoria, di attenzione al mondo dell’infanzia
, di estati che non esistevano, di nuova attenzione proprio per quel cinema che, alla data del 2004, era scomparso dall... Visualizza altro’agenda comunale. Punto due: a volte tornano, per dirla alla Stephen King. Dopo il progetto di Idillio Infranto, finanziato dall’Assessorato con 7000 euro (ma non aveva iniziato senza chiedere soldi???), con la simpatica dimenticanza di inserire il logo del medesimo, non avevamo avuto più il piacere di averLa in Assessorato a presentare progetti o esporre idee, un po’ come i firmatari di quel meschino comunicato, peraltro eterodiretto, che lei si preoccupa tanto di diffondere, in cui la supplica di entrare nelle grazie del Sindaco è avvilente per chi la propone. Punto tre: il giudizio l’hanno dato gli elettori.
IO ALL'ASSESSORE
Egregio Laforgia...
se questo è il tono vedo appunto che non c’è voglia di fare bilanci. Quindi...
Caro Nicola,
se preferisci che ti parlino alle spalle fai pure. Io ti parlerò in faccia e ne pagherò le conseguenze. Tanto anche quando non ti stavo criticando ma stavo riassumendo in una assemblea pubblica con il Sindaco sulla Caserma Rossani le linee guida su cui avevo instaurato un rapporto con te sul progetto RECIDIVI mi sono sentito raggiungere da un commento raggelante del tuo ufficio stampa che mi riferiva del tuo risentimento per le mie parole. Mi ero limitato a dire che sin dal tuo insediamento ti avevo esortato a non fare finanziamenti a pioggia ma a puntare sulle infrastrutture e sulla radicazione degli interventi e sulla loro capacità di creare sviluppo. Il mio discorso non da oggi verte sul principio che il mondo dell’Associazionismo ha fatto il suo tempo. Io non stavo ancora pensando che tu facessi finanziamenti a pioggia ma devi aver avuto la coda di paglia, oggi dico a ragione.
Per me il mondo dell'Associazionismo, vivissimo negli anni 70, ha teso oggi a creare orticelli e vivere di rendita. Quindi non faccio battaglie corporative ma di trasformazione e crescita dell'esistente. Anche per questo non avevo aderito mesi fa alla protesta per il Festival di Laudadio. Ma veniamo a noi. La forgia/Bruni non me la porto a casa ... perché è stata per anni di dominio pubblico e veniva fatta anche dentro l’Assessorato ma non voglio andare oltre. Tieniti pure il buon viso a cattivo gioco dei levantini che te la nascondono tanto non ho trovato uno ma dico uno che non lo ripetesse di continuo. Ora che hanno lanciato la pietra nascondano la mano. Non dubitavo. Mi dispiace invece che tu preferisca lasciarli parlare alle spalle e far finta di non sentire e non sapere. Avresti dovuto da tempo invece affrontare con trasparenza la questione. Non lo hai mai fatto e hai sbagliato. Sbagli oggi a usare questi toni con me. La dizione La forgia/Bruni se come tu dici Bruni è stato il tuo “prezioso consulente... è una dizione lecita e oggettiva. Non sottintende nulla ma so bene invece come sia carica di sottointesi. Colpa di chi? Di chi parla appunto alle spalle. E di preferisce così. Io ne sono fuori. Io riporto i fatti.
Il “meschino comunicato “ è stato diffuso dentro una rete di operatori. Un gesto dovuto e chi lo ha sottoscritto lo ha fatto per sua scelta. A suo tempo la stessa rete è stato usata anche per l'iniziativa da cui ho dissentito pubblicamente, quella sopra citata di Mongelli e Cirasola contro il Festival di Laudadio. Io sono orgoglioso di aver creato questi spazi di confronto. Ed è in questi spazi che la discussione sta continuando. Spazi che non possono essere giusti solo quando nascono come "artisti per Nichi" e poi invece accusati di essere strumentali. Giudichiamo i contenuti!
Il comunicato affronta temi che da tempo volevamo mettere in discussione e francamente non capisco perché tu ti sia sempre sottratto facendo crescere solo un malumore che è mio solo in piccola parte. Aggiungo che io e altri non abbiamo condiviso l’invito al Sindaco a trattenere per se la delega (l’ho scritto proprio nella nota che potevi leggere ma io ho anche privatamente espresso ai promotori del comunicato delle riserve sul passaggio riferito al Consulente) ma la sostanza del Comunicato è quella di chiedere Regole certe e Strategie di sviluppo, non vi trovo nulla di meschino! . Per la seconda volta prima Isa Lorusso e ora tu mi accusate di voler farmi bello dinanzi al Sindaco. Evidentemente state proiettando qualcosa che accade nelle Stanze dei Partiti ma che non mi riguarda. Emiliano mi saluta con l’espressione di convenienza di chi si sta chiedendo “questo dove l’ho visto? Chi è?” Lungi da me lavorare per farmelo amico, le critiche a te sono critiche alla sua Giunta.
Certo che avete lavorato e ridato slancio alla città ma è mancato qualcosa di importante e si è vanificata in vari modi una Primavera che, se non vi riaprite al confronto, non riparte. E tutti coloro che tacciono ne sono più colpevoli di voi perché lasciano che l’agenda politica sia dettata solo dai giochi di potere dei corridor. Parli di giudizio degli elettori. Allora consentimi di dirti che la tua posizione di capolista ti ha fatto capitalizzare un voto politico prima ancora che come Assessore. Che anche per questo io non ho parlato prima e che comunque il giudizio su di te come persona di impegno e perbene non sarebbe cambiato. Forse sei poco incline al confronto ma, cose si dice, “it’ my character!”.
Mi dispiace invece chiudere con la nota sui soldi. Dopo Idillio Infranto abbiamo organizzato per due mesi al Cinema Armenise e per tre mesi al Cinema ABC il Cineclub dei Recidivi. Sei stato alla Conferenza Stampa in Teca del Mediterraneo e abbiamo messo il logo del Comune senza chiedere soldi. Su Idillio Infranto ho scritto una Lettera Aperta a cui tu non hai risposto. Oggi si sta concludendo il restauro digitale con la Cineteca Nazionale e per ora non voglio tornarci sopra. So solo che era un capitale del Comune di Bari che ne era stato con Domenico D’Oria il primo finanziatore e che mi sembrava sbagliato abbandonarlo da parte vostra. Non è mio carattere insistere. Se la cosa non ti interessava più ne ho preso atto ma siamo tornati eccome da te! Solo che per coerenza non abbiamo voluto capire quale fosse la nostra quota e alla fine ci siamo tirati indietro proprio per poter fare meglio questa battaglia. Tanto con i soldi che avremmo preso non ci avremmo guadagnato nulla ma perso.
Quando siamo tornati per alzare il tiro e proporti un'iniziativa congiunta con Regione Provincia e Comune su una Scuola di Lodtz che avremmo associato alla Mostra su Kieslowski e con una dimostrazione di Arri Digitale che due anni dopo ha fatto Laudadio a Mola, non dimentico la tua risposta "che non avevi firmato una cambiale con noi". Questo perché ti dicevamo che avendoci dato un tot l'anno prima per fare qualcosa da poco ora ti chiedevamo lo stesso per fare qualcosa di internazionale e coordinato con altri enti, per creare un pacchetto produttivo si suol dire. Risposta zero! . Ne ho preso atto. Ti abbiamo inserito ancora gratuitamente nel catalogo della Mostra in Pinacoteca su Kieslowski e via. Da allora non ti abbiamo chiesto più niente. Altre cose non le sai forse perché sono passate da Carlo Bruni? Come l’estate nelle periferie? Iniziativa che francamente non ci ha interessato continuare. Non era quello che pensavamo servisse alla città sul Cinema.
Per anni invece ti ho inseguito sulla questione ABC e la tua iniziativa è stata nulla. Ho anche sollevato la questione del coordinamento delle rassegne da te finanziate. Di fatto le cambiali sei proprio tu che le hai firmate ma non a me ma un po' con tutti. Ho capito dopo che avevi ragione a prendertela per quella mia affermazione su finanziamenti a pioggia. Era diventata la tua politica e avevi la coda di paglia. Devi sapere che invece io ti pensavo pronto a prendere l’iniziativa in un’altra direzione. Hai goduto a lungo della mia fiducia come interlocutore valido. Poi ho capito che non eri interessato e basta. Ti sei nascosto dietro le iniziative facili come gli incontri alla Feltrinelli o cose che funzionavano già prima del tuo arrivo come Film Maker. E quelle che non funzionavano hanno continuato a non funzionare ma ricevere il loro obolo pubblico.
Io ho continuato sempre a sostenere che a Bari occorreva invece cambiare rotta e chiamare le Associazioni alla loro responsabilità di lavorare per il futuro. Che lavorassero male era evidente dal loro accavallarsi quando c’era da chiudere il bilancio. Infine Nicola ti dico che quello che mi dispiace di più è che raramente io ho trovato in Comune una persona come te cordiale, alla mano, mosso dalla voglia di fare. Mi rode quindi sapere che si è persa una rara occasione. Avevo scritto nella nota che probabilmente non ne portavi tu le responsabilità. Resto ancora di questa idea ma ora so per certo che non sei pronto a mettere in gioco queste responsabilità che solo tu sai dove sono. Una seconda occasione persa. Ti saluto.
07 luglio 2009
CARTEGGIO CON L'ASSESSORE ALLA CULTURA
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06 luglio 2009
CONSIDERAZIONI PROMESSE SULLA CULTURA A BARI
Avevo promesso che avrei parlato ad elezioni concluse e Assessore alla Cultura designato. Anticipo di poco e inoltre lo faccio senza alcuna organicità. Gira infatti un appello al Sindaco di Bari sulla designazione del nuovo Assessore che ha già suscitato un piccolo dibattito sulle pagine web di RECIDIVI. Se volete leggerlo cliccate o riscrivete questo link http://groups.google.it/group/recidivi-in-rete/browse_thread/thread/784b1f7084d0fa35/0a1665e2c0734df6#0a1665e2c0734df6 .
Io mi sono limitato ad aggiungere questa nota a seguito di altre dichiarazioni:
Ci sarebbe da fare un Bilancio dei quattro anni (dico bene?) di Assessorato Laforgia/Bruni. Aggiungo anche che sarebbe stata una bella cosa se questo Bilancio lo avesse promosso l'Assessore vista la sua candidatura come Capolista di Sinistra per Bari. Una candidatura che è stata propagandata proprio in nome di quanto si era fatto per la Cultura a Bari. Non ho nulla contro la persona di Nicola Laforgia. Al contrario! Ho molto da ridire invece nel merito e aggiungo che non attribuisco a lu il grosso delle responsabilità. Solo che se ci si candida in nome di qualcosa allora questo qualcosa chiede un giudizio e il nostro Assessore deve su questo accettare che il giudizio sia dato sia dalla cittadinanza sia da coloro che lavorano nel settore di competenza. Mi limiterò a lanciare solo degli spunti: in questi giorni inizia l'ennesima edizione di Cinemadamare. Vogliamo dirci che sono soldi buttati? Nemmeno il Ministero la finanzia! Nelle stanze dell'Assessorato mi è stato risposto che con pochi soldi loro grazie a questo "festival" portano Wenders a Bari. Io risponderei "e chi se ne frega!". Francamente non penso che sia servito a nulla portare Wenders a Bari in quel modo, a fare passerella estiva dei Vips. Personalmente avevo iniziato senza chiedere soldi ma facendo uno sforzo con il Cineclub dei Recidivi che in cambio chiedeva un'attenzione agli spazi da creare, alle sinergie tra gli interventi e non contributi a pioggia ad accontentare un poco tutti e quindi nessuno. A chi dobbiamo se le manifestazioni del cinema arrivano tutte insieme nelle ultime settimane di novembre e prime di dicembre in una ressa inutile e senza senso? Mi dispiace dirlo ma il primo Assessore di Simeone Di Cagno Abbrescia resta l'unico che chiamò al tavolo di confronto tutte le Associazioni del cinema e le costrinse a concertare un intervento organico. Ho molto da rimproverare alle Associazioni ma nulla all'Assessore D'Oria. Poco dopo fu rimosso e messo all'Istruzione e Pino Guario credo possa testimoniare che se il Get (come Balafon e pochi altri) sono stati in grado di resistere negli anni di buio assoluto sulla cultura che Simeone Di Cagno Abbrescia ha riservato alla città di Bari è stato grazie alla presenza di Domenico D'Oria all'Istruzione. O devo ricordare il decisionismo comunque capace di fantasia e di iniziativa internazionale di un Liberale come Tommaso Masiello? Ma come è allora che ho citato due Assessori ascrivibili alla destra e non alla sinistra? Dobbiamo parlare dell'esperienza di Vittorino Curci alla Provincia? E delle sue dimissioni mai motivate? E cosa è seguito con Fabio Losito? Sto parlando anche in questo caso di persone che stimo e apprezzo ma qui è in discussione la strategia d'intervento e non il giudizio della persona. Anzi forse queste persone, questi ex e forse futuri Assessori, potrebbero aiutarci a capire cosa non ha funzionato visto che noi di Strategia ne abbiamo vista davvero poco ma pochissima se non nulla! Parlo del Cinema e non metto bocca sul resto.
Aggiungo che dell'appello promosso da Maria Giaquinto (per chi non lo conoscesse può utilizzare il link inserito sopra o cercarlo anche alla pagina http://recidivi.ning.com/ ) apprezzo i punti programmatici ma non condivido affatto la richiesta al Sindaco di mantenere la delega per la cultura. Avevo chiesto che venisse levata quella frase finale. La mia esperienza mi dice che una Delega al Sindaco significa la fine di tutto e l'abbandono della Cultura. Ho dovuto scegliere tra unirmi al coro o mettermi a fare distinguo ed ho firmato. Ho considerato Carlo Bruni semplicemente distratto e disinteressato al cinema e quindi non saprei giudicare il suo operato sul teatro e la musica. La responsabilità di aver messo un Consulente e un Assessore è del Sindaco e non è piaciuta a nessuno. Di questo dovrebbe rendere conto però Emiliano. Mi è sembrato giusto chiedergli di non rifare lo stesso errore. Anche per una moralità della politica. Non abbiamo soldi da buttare. Vogliamo un Assessore che si assuma tutte le responsabilità e basta. E se è sopra le parti è meglio!
Angelo Amoroso d'Aragona
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29 gennaio 2009
UCCIDERE HITLER PER SALVARE IL NAZISMO? OPERAZIONE VALCHIRIA...
CORRIERE della SERA del 29 gennaio 2009: "Il finto antinazismo di Cruise"
di Bernard Henry Lévy (traduzione di Daniela Maggioni):
L' uscita nelle sale del film «Operazione Valchiria», prima negli Stati Uniti e in Germania e adesso in Francia, è evidentemente una buona cosa. Infatti, è sempre una buona cosa vedere che il mondo rende onore ai propri eroi (in questo caso, Claus von Stauffenberg, anima del complotto del 20 luglio 1944 che, come sappiamo, fallì nel tentativo di uccidere Adolf Hitler). Resta il fatto che questo film, per quanto appassionante esso sia, pone un certo numero di interrogativi: troppo complessi, troppo delicati per essere risolvibili nella sola logica dell'industria hollywoodiana.
Il primo non è sfuggito ai commentatori tedeschi: riguarda la scelta di Tom Cruise per interpretare il ruolo di un uomo che ci è presentato come l'incarnazione stessa dell'onore anti-hitleriano. Non che l'attore abbia mai manifestato una qualunque simpatia per l'hitlerismo. Ma è uno dei dirigenti di una setta, la Chiesa di Scientology, i cui valori, è il minimo che si possa dire, non hanno molto a che vedere con quelli che consentirono di abbattere Hitler. Elitismo… Darwinismo sociale e politico… Educazione intesa come addestramento… Lavaggio del cervello fatto passare come principio di convinzione… Sequestri… Applicazione delle tecniche della cibernetica al coordinamento del legame sociale… Magia nera… Visione apocalittica del mondo… E' questa la scientologia. E' questo, quindi, il credo di Cruise.
Avergli permesso di incarnare Stauffenberg è, da tale punto di vista, un errore, per non dire uno sbaglio— o, come ha detto il figlio Berthold von Stauffenberg quando ne fu informato — un grave, gravissimo oltraggio alla memoria del padre.
Il secondo interrogativo è probabilmente inerente a questo genere di film e porta a chiedersi se l'eroizzazione di un personaggio non avvenga, purtroppo, a discapito della precisione, della sfumatura e della storia stessa. Il film fa ben vedere l'integrità di Stauffenberg. Mostra il suo coraggio, l'elevatezza di vedute, la fermezza d'animo. Ma cosa ci dice dei suoi pensieri? Della sua adesione, entusiasta, al nazismo, nel 1933? Perché non espone nei particolari quello che, del nazismo degli inizi, egli dovette ripudiare per portare a termine il complotto e quello che, invece, conservò? Jünger, per esempio?
Spengler? L'ostilità spietata nei confronti di Weimar e l'idea di democrazia che egli condivideva con gli ex compagni dei corpi franchi i quali, invece, restarono fedeli al nazionalsocialismo e al suo frenetico antisemitismo? La speranza consisteva nello sbarazzarsi di Hitler o dell'hitlerismo? Di un malvagio tiranno o del principio di qualsiasi tirannia? Il progetto era di distruggere il nazismo o di salvarlo? E perché il film non si dilunga sul vero e tragico paradosso della vicenda? Perché non illustra quello che si dovrebbe chiamare il «teorema di Stauffenberg», secondo cui bisognava avvicinarsi molto, moltissimo a Hitler (una prossimità che, tenuto conto di quella che era la società di iper-sorveglianza hitleriana, non poteva essere né finta né fittizia) per avere la possibilità, come Stauffenberg, di accedere alla Tana dei lupi e deporvi la valigetta con l'esplosivo? Non credo di offendere la memoria di chicchessia dicendo che, dopo «Operazione Valchiria», resta aperta la questione della comunità di valori (eh sì!) fra il nazismo e certi suoi avversari; o anche che potrebbe esserci, dopo tutto, e in seconda analisi, una forma di Witz, di logica nascosta, di astuzia della Storia, nell'incontro fra l'attore scientologo e gli autori del complotto del luglio 1944.
Resta infine il rischio che questo film faccia vedere l'albero Stauffenberg, nascondendo però la foresta della resistenza tedesca all'hitlerismo, così come la descrive Joachim Fest in un libro che esce in questi giorni in Francia («La résistance allemande à Hitler», ed. Perrin) e che bisogna leggere come contrappunto a «Operazione Valchiria». Infatti, nella casta degli alti ufficiali hitleriani, c'è già una differenza fra cospiratori tardivi (Stauffenberg) e precoci (solo nel 1938, e dall'interno stesso dell'esercito, Hans Oster e Hans von Dohnanyi). Nella galassia generata dall'esplosione del primo nucleo nazional-socialista, ci sono i nazional-bolscevichi che, come Ernst Niekisch, ruppe con Hitler fin dal 1934; i nazional-conservatori nostalgici, come Canaris, di una grande alleanza a Est infranta dalla rottura dell'accordo Stalin-Hitler; i rivoluzionari conservatori, il cui prototipo fu Hermann Rauschning, autore di «La rivoluzione del nichilismo» (ed. Armando 1994). Ma soprattutto ci furono persone semplici, come il falegname Georg Elser, autore di un tentativo di assassinio di Hitler nel 1939. Ci furono associazioni studentesche, come il gruppo «La rosa bianca», che nascosero ebrei durante tutta la guerra. Ci furono socialisti, cattolici, ebrei. Ci furono gli operai di Berlino, eroi di un romanzo di Hans Fallada che, secondo Primo Levi, era il più bel libro sulla resistenza tedesca antinazista. Ci furono, infine, quei weimariani impenitenti, come Willy Brandt, che preferirono esporsi al rimprovero d'essere «disertori» piuttosto che affrontare l'irrimediabile disonore di dover portare l'uniforme della Wehrmacht e, quindi, dei cospiratori del 20 luglio.
Cancellare queste distinzioni, tutte queste distinzioni: è qui la trappola.
Sottolinearle, incriminarle, rifare instancabilmente la distinzione fra la cultura di guerra dei nazisti e di alcuni loro oppositori da un lato e l'antinazismo radicale degli eredi di Willy Brandt dall'altro: è questo il compito che impone la confusione stessa del film. Un compito per la Germania. Un dovere per l'Europa.
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anamorfo
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16 novembre 2008
OBAMA GIOCA A BASKET
Il Basket diventerà sinonimo di Obamamania? O prevarrà ancora l'ostilità latina del Calcio in chiave antiamericana (del nord) con Maradona (del sud) in prima fila? Staremo a vedere. Intanto ecco il messaggio di cui parlavo nell'altro mio post, quello che Obama ha inviato ai suoi sostenitori per mezzo di internet prima di uscire di casa per fare il suo primo discorso da vincitore a Grant Park. Un messaggio storico che segna l'inizio della democrazia elettronica e di cui facebook in questi giorni ci sta dando un rapidissimo esempio di evoluzione accellerata:
IL MESSAGGIO DI OBAMA:
I'm about to head to Grant Park to talk to everyone gathered there, but I wanted to write to you first.
We just made history.
And I don't want you to forget how we did it.
You made history every single day during this campaign -- every day you knocked on doors, made a donation, or talked to your family, friends, and neighbors about why you believe it's time for change.
I want to thank all of you who gave your time, talent, and passion to this campaign. We have a lot of work to do to get our country back on track, and I'll be in touch soon about what comes next.
But I want to be very clear about one thing...
All of this happened because of you.
Thank you,
Barack
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anamorfo
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